6 mesi di selfpublishing – cos’ho imparato

Domani ricorrono 6 mesi da quando il 21 giugno ho deciso di autopubblicare L’Ombra del Tiranno.

I motivi, manco a dirli, son sempre gli stessi e si dividono in due macrocategorie:

– Editoria a pagamento

– Editoria che non ti fila (ma che conta)

Dunque, stufo di far prendere tanta polvere all’infanta creatura mi son messo la mano sul cuore e ho deciso di autopubblicare, scegliendo la pillola blu per vedere quanto era profonda la tana del bianconiglio.

Dopo aver attraversato lo specchio ecco cosa A.H. vi trovò:

– Il selfpublishing non paga (scontato ma è bene rimarcarlo)

– Aspettare che amici/parenti (chi?) /conoscenti mettano mi piace alla pagina fan di facebook è un’utopia, figuriamoci a due pagine. Una chimera è sperare poi che frequentino/condividano/commentino. Faccio più seguito insultando bimbiminchia su altre pagine, è un dato di fatto. Non è politicamente corretto ma sopravviverò.

– Talvolta qualcuno lascia lì il “mi piace” e non si capisce perché lo faccia (malgrado avrebbe ben donde di toglierlo, anzi, toglilo per favore), forse si tratta di uno di quei grandi misteri della vita che non troveranno mai soluzione in questo universo.

– E’ circa un anno che attendo risposte da case editrici che non richiedono contributi, l’ultima volta che le ho interpellate, a giugno mi pare, mi son sentito rispondere che il mio libro era “ancora in analisi”. Il mio libro deve avere delle turbe non indifferenti. Tra le righe parlo con te, Sogno Edizioni.

– Vendere qualcosa a 0.99 € non serve più. Italiani, popolo di santi, di poeti, di navigatori e di scrocconi. Metti un libro a 0.99 € su TUTTI i portali, usa facebook e blog per darne notizia e ne venderai 2 copie. Mettilo GRATIS su un solo portale con moderata pubblicità e in due settimane avrai quasi 200 download. Le statistiche parlano da sole.

– Le catene di lettura non funzionano, poco ma sicuro. Meglio mettere il libro a gratis (possibilmente ebook, si capisce): la diffusione sarà più immediata, veloce e sicuramente meno snervante.

Non vogliatemene ma il vostro affezionato va in letargo a farsi un po’ di beneamati cavoli suoi (non è vero ma l’importante è crederci).

(in alto, il vostro affezionato in una posa stranamente arguta)

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