Scrit-tease \ uno scrittore messo a nudo

Autointervista ironica. Non si parla di nudo vero, solo metaforico.

1. Quando hai cominciato a scrivere? O meglio, quando hai iniziato a pensare di voler scrivere?

Non me lo ricordo, direi che sia iniziato tutto parecchio tempo fa. Credo che scrivere sia sempre stata la mia ambizione primaria, fin da piccolo. Il libri erano qualcosa di incredibile per me, mi consentivano di evadere da tutto quello che non mi piaceva. Scrivere era quindi un riflesso incondizionato, mi piaceva evadere e quindi scrivevo. Data la mia scarsa costanza sono state tutte cose prese e mollate lì. Poi nel 2003 svoltai.

2. Vuoi parlarci di questa svolta epocale?

Oh, certo. Ero un giovane virgulto di sedici anni piuttosto ambizioso che, purtroppo, credeva nelle favole. Avevo un piano fantasmagorico: finire il libro (che all’epoca doveva essere uno solo) in fretta e pubblicarlo, diventando una sorta di enfant prodige. Date le attuali circostanze direi che il mio piano aveva delle falle evidenti. Cominciai a scrivere un troiaio su Atlantide nel quale, per una stranissima ragione, doveva essere implicato pure il Leviatano. La trama non esisteva, direi che era un soggetto a dir poco volatile. Scartato, dopo aver buttato giù forse una pagina. Del progetto era rimasta una cosa, questo ingombrante Leviathan che mi piaceva troppo per essere eliminato, così riciclai i personaggi iniziali (tre o quattro, con l’immancabile pulzella di turno) e iniziai a costruire un’altra storia. Ci doveva essere ogni sorta di abominio letterario contemplato nella mente di un adolescente, dalla città degli uomini talpa, una confederazione di pirati volanti (giuro, non sto scherzando) e una città con un tetraedro di cristallo rovesciato. Dimenticavo, due regni in lotta per non si sa bene cosa, una guerra fittizia e un nemico che non si sapeva da dove usciva da combattere. Poi, fortuna ha voluto che leggessi Eragon, atroce e assoluto errore e al tempo stesso ancora di salvezza. Mi venne il vomito, lo finii giusto come autopunizione per le cretinate che avevo scritto e mi rimisi sotto a scrivere, stavolta con intenzioni migliori e una trama molto più incasinata.

3. Sei soddisfatto di quello che hai scritto fino ad ora?

No, mai. Francamente se dovessi riscrivere il primo libro da capo eliminerei più del 50% dei fatti attualmente presenti (alcuni personaggi compresi). Credo sia normale.

4. Non c’è proprio niente che salveresti?

Sì, fatti minori magari. Col tempo mi sono accorto che molte cose che all’epoca consideravo fantastiche si sono rivelati dei cliché e la gente è stufa dei cliché e delle solite zuppe. Francamente sono più le cose che toglierei di quelle che sono incline a salvare.

5. Cosa toglieresti quindi? Non rispondere tutto, dì solo la/le cose che più elimineresti volentieri

Eliminerei la questione delle pietre, forse. E anche il discorso del “siamo prescelti e ci tocca salvare il mondo”. Una volta tutto questo andava bene, lo ammetto, adesso mi pare vano e scontato. Sarà per questo che le case editrici non mi filano per niente.

6. Leggendo alcune recensioni/opinioni dei tuoi lettori emerge che non tutti apprezzano il connubio magia/tecnologia che hai cercato di sviluppare. Cosa ne pensi?

Questione di opinioni. Sono cresciuto giocando a Final Fantasy e non ci ho mai visto niente di strano, anzi. Comunque, de gustibus.

7. In che categoria inquadreresti la tua saga quindi? Ultimamente sono sbocciate parecchie categorie nel panorama del fantasy

Detto parecchie volte ma vale la pena ripeterlo. E’ un fantasy. Non è Il Signore degli Anelli, sia mai. Direi che è piuttosto un Earthsea (non mi sto paragonando alla Le Guin, intendo come ambientazione). Quando mi sono messo a scrivere non c’erano tutte le distinzioni di adesso e non potevo certo avere la presunzione di mettere dei protagonisti assolutamente adulti. Capisco che il tema del ragazzo/a prescelto sia ormai scontato ma all’epoca mi limitavo a parlare di quello che conoscevo, ovvero l’età adolescenziale, senza malizia. A dire il vero non credo neanche di aver approfondito più di tanto alcuni temi ghiotti (amore, triangoli e quant’altro). O meglio, li ho inseriti fin da subito ma non ci ho mai calcato la mano, francamente era ben altro il punto a cui volevo arrivare. Questi fatti li trattavo più che altro come conseguenze naturali.

8. Avanti, ammettilo che ti identifichi nel protagonista

No, per carità. Il Greg del primo libro lo sopporto a stento, nel secondo inizio a tollerarlo di più. Probabilmente nel terzo finirà per starmi simpatico. Il Maestro Dovan poteva essere un buon candidato alla verosomiglianza col sottoscritto ma anche lui ha troppe turbe. In definitiva non mi identifico con nessuno, non nella totalità. Alcuni personaggi invece rappresentano persone che conosco, non nel loro intero ma per alcuni lati del loro carattere. Alcuni ne sono consapevoli, altri un po’ meno (o probabilmente lo ignorano) ma va bene così.

9. Parliamo di Lisa. Da dove cavolo ti è uscita fuori?

E’ necessario parlarne? Lo ammetto, non la sopporto e ho fatto di tutto per renderla insopportabile, almeno per il momento. Non è ispirata a nessuno (e su questo sono serio) perché non conosco nessuna ragazza così profondamente lagnona e piagnistea. Un vero gatto attaccato ai cogl…

Si contenga!

Vabbé, il senso mi pare sia ben chiarito. Ad ogni modo ci sono delle sorprese in serbo pure per lei. Datele tempo è ‘na ragazzina!

10. Selfpublishing, che ne pensi?

Sulle prime, devo ammetterlo, è una figata. Soprattutto dopo che ho deciso di trasformare il libro in ebook e metterlo gratis. E’ bello sapere che lo hanno scaricato in tanti ma allo stesso tempo mi fa tristezza pensare che facendo così probabilmente non troverò mai una casa editrice seria disposta a pubblicarmi. Quindi sono un attimo indeciso su come andare avanti, ecco tutto. E’ dimostrato che non avendo un grosso seguito ( già, devo ammetterlo) non posso sperare che la cosa vada avanti da sola e rilasciare il libro gratuitamente per sperare di esser letto mi fa un po’ penare. E pensare.

11. Vuoi essere più chiaro?

Intendo che probabilmente la pubblicazione del seguito subirà uno stop a tempo indeterminato. Lo stesso probabilmente accadrà per il romanzo breve che sto scrivendo (sempre ambientato nello stesso universo de Le Pietre di Talarana) e per l’altro in cantiere. Per il momento ho deciso così, poi staremo a vedere. Ogni tanto magari rilascerò un racconto breve (non più di 5 pagine) giusto per dire “sono ancora qui”.

12. Non vuoi dirci quindi il titolo del seguito?

No.

13. Davvero?

Sì, sono serio. Ne sono a conoscenza solo due o tre persone (me incluso) che terranno la bocca chiusa. Già che ci sono, ne approfitto. Volete leggere il seguito? Trovatemi un editore…

14. Un salutino ai lettori abituali del blog?

E’ necessario?

15. Sarebbe carino ed educato da parte tua.

Saluto tutti quelli capitati qui perchè lettori affezionati, quelli caduti qua cercando su google “coppia di anziani sulla panchina” e “fetta di pizza” e quelli che soffrono di “crastaingite“, credo di averli ricordati tutti. Saluto anche Ciro e l’Avvocato Caciullo.

Il vostro affezionato

AHD

2 commenti

Archiviato in intervista, Romanzi inediti

2 risposte a “Scrit-tease \ uno scrittore messo a nudo

  1. claretta

    Geniale, esilarante, uno specchio del tuo essere e non essere. Quando l’inchiostro uccide il mostro!!

  2. Troppo buona! “Quando l’inchiostro uccide il mostro” è fantastica! Geniale!

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