Talaluna

Talaluna

 

 

Sui bastioni della fortezza di Talaluna, al di sopra degli occhi degli uomini e nascosto dalle nubi, stava Uriadrel, triste e solitario Signore delle Due Lune,figura maestosa e inquietante, contro la luce fredda di Masir e Kalef, enormi perle in un cielo senza stelle.
La Falce degli Astri nella sua mano riflettè quel bagliore, il suo corpo nudo fu percorso da brividi mentre il sigillo che ne ricopriva l’intera superficie brillava per un istante e con enorme intensità, per poi spegnersi ancora. Parlò, sapendo di farlo per se stesso e nessun’altro, come se fosse l’unico essere vivente sulla superficie di quel mondo e cercasse, in qualche modo, di lasciare un eco del suo passaggio. «La fine di tutto è alle porte. Giunge quindi il
momento in cui anche io dovrò recitare la mia terribile parte».
Al collo indossava solo un pendente, due lune che sormontavano una croce uncinata. Uriadrel si alzò, chiuse il libro dalla copertina
sanguigna e attorno al suo corpo si materializzò un manto nero. La sua voce cambiò di colpo, diventando roca e distante, come se venisse dall’immaginario sepolcro nel quale si era rintanato.
«Sono l’angelo della morte, colui che infine porterà la distruzione su questo mondo. Trema, uomo che calpesti il creato poiché niente di ciò che hai avuto durerà ancora a lungo. Siete soltanto cenere, nelle mie mani».

Tratto da Le Pietre di Talarana II – L’Erede di Talarana

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Archiviato in Romanzi inediti, selfpublishing

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