Costruire un mondo – seconda puntata – La Terra cava

Dopo aver tracciato i lineamenti di ciò che si trova sopra la superficie, vale la pena spendere due parole per parlare di cosa si trova sotto. Inizialmente pensavo di creare una vaga dimensione nella quale collocare i Pari e la loro compagine. Successivamente è intervenuto qualcosa che mi ha fatto cambiare idea. Sebbene a un primo sguardo l’associazione logica (e teologica) porti a collocare i demoni in un oltretomba sotterraneo, ho deciso di smarcarmi da quella che considero una soluzione “di comodo”, in funzione delle teorie note come “la terra cava”. Questo è avvenuto proprio in virtù del fatto che i “miei” demoni non si dilettano nel tormentare anime dannate con supplizi e laghi di fuoco e che quindi non si potesse in alcun modo pensare che avessero una funzione “Oltremondana”. Di fatto, nella mia saga, non esistono chiari accenni a ciò che accade “dopo” la morte oppure se esistano un paradiso o un inferno. Stando a quanto detto ne L’Ombra del Tiranno, le anime tendono a rimanere “in circolo” divenendo coscienza spirituale ma niente più di questo.

Terra Cava

Terra Cava

Tornando alla Teoria della Terra Cava, essa ebbe il massimo sviluppo tra il 1800 e gli inizi del 1900 grazie all’avanzamento parallelo di alcune pseudoscienze (si veda a tal titolo l’antroposofia), i circoli medianici e alle influenze (e ingerenze) non indifferenti di alcuni gruppi esoterici di stampo nazionalista (a tal proposito si veda la Società di Thule). Per farla breve e senza entrare troppo nello specifico, la teoria parte dal presupposto che sotto la crosta terrestre si trovi una cavità enorme e concentrica, della quale noi rappresenteremmo solo lo strato superiore. Sotto di noi si troverebbe esattamente un altro mondo fatto di terre e mari (da questo Jules Verne con “Viaggio al centro della Terra” trasse non pochi benefici), sconosciuto e abitato dalle creature più disparate e perdute. Tralasciando di porre troppo l’accento sulle ragioni più o meno fantasiose che spingevano questi gruppi a studiare l’argomento (si va da misteriose caverne nelle quali si troverebbero Maestri di Saggezza, alle prove dell’esistenza di una razza “ariana” leggendaria) posso dire che personalmente ho trovato questa teoria il punto di partenza più soddisfacente dal quale sviluppare la costruzione dei famigerati domini sotterranei. Non è un caso, infatti, se la Guerra Artica abbia luogo proprio nel nord del pianeta: era opinione comune, per i sostenitori della teoria, supporre che l’ “ingresso” a questo mondo “occulto” si trovasse proprio al polo.

Ecosistema

Ancora i soliti luoghi comuni vorrebbero che ciò che si trova “al di sotto” sia lugubre e oscuro. Questo a mio avviso è più dovuto alla mera constatazione biologica del fatto che in condizioni di luce scarsa (bagliore diffuso, crepuscolare) i pigmenti di clorofilla tendano al rosso/bruno. Impensabile quindi trovare lussureggianti (e verdi) selve nei domini sotterranei. Aspettatevi più che altro di trovare foreste brune e terra brulla. Inoltre non esistono fenomeni atmosferici rilevanti (ad eccezione di luoghi particolari) che di fatto rendono il mondo sotterraneo piuttosto stabile.

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Baiamondo Vs. Talarana

Il mondo sotterraneo (estensione naturale dei domini) presenta un surplus di terre rispetto alla presenza di mari, laghi e corsi d’acqua. Se Talarana rappresentava il centro fisso del mondo, il riferimento verso il quale tutti gli uomini e i regni guardavano, il Baiamondo rappresenta il centro errante dei domini sotterranei. Se a un primo impatto le due cose potrebbero somigliarsi, poiché entrambe condividono alcune caratteristiche di accentramento,  la mobilità del centro implica in realtà una serie di conseguenze capaci di tracciare enormi differenze. Talarana, con la sua immobilità, rappresentava un centro fisso che non poneva un reale giogo, ponendosi come entità sovranazionale col valore di guida. Il Baiamondo, la reggia viaggiante, rappresenta invece un polo di potere e terrore, in grado di spostarsi e soggiogare a proprio piacimento e secondo necessità. Costituisce, probabilmente, l’apice e il simbolo più alto del tremendo potere che vede nei Pari e in Lilith la realtà manifesta, un’ombra capace di incutere timore e controllo. Allo stesso modo dei regni nei confronti dell’impero, le città dei domini sotterranei sono subordinate in maniera diretta al controllo del Baiamondo, almeno per quanto riguarda l’approvvigionamento e le risorse. La reggia ospita al suo interno un incredibile apparato amministrativo, guarnigioni fisse e alcuni Pari con il loro seguito. Questo implica, con un’allusione nemmeno tanto velata, la necessità di continui approvvigionamenti, rendendola una macchina “statale” costantemente affamata e avida di risorse.

Il Baiamondo

Il Baiamondo

Inizialmente la reggia era stata concepita sul modello del Pandemonium del Paradise Lost, costruito da Satana per accogliere al suo interno tutti i suoi angeli caduti. Si trattava, nelle parole di Milton, di un’imponente reggia d’oro massiccio, nata dalle fiamme. Per quanto sia impossibile negare il fascino che l’opera di Milton ha sempre avuto su di me, ho di nuovo sentito l’esigenza di apportare cambiamenti adeguati alla funzione. L’inferno di Satana è una realtà “teocratica” nella quale esiste un solo indiscusso comandante. I domini sotterranei sono invece costellati di città isolate e disgiunte, non organizzate in veri e propri regni, dove il potere è esercitato più nella forma di Tirannide (o al più oligarchia), legata all’ego del Pari che la domina. Più di una reggia statica, per contrastare l’iniziativa personale, non poteva esistere soluzione migliore della reggia errante.

Teogonia

Ancient of Days, William Blake

Ancient of Days, William Blake

Il sistema teogonico è forse uno dei più grandi e macchinosi artifici che si cela dietro alla saga. E’ un sistema complesso, derivato dallo studio di numerosi pantheon e mitologie ma che può più o meno essere riassunto e semplificato come segue:

– Heinar, il dio bambino, mente e Padre di tutto l’universo.

– Pilastri dell’universo, i quattro spiriti creati da Heinar sui quali la materia ha preso forma. L’apparente incongruenza riguardo al perché dei perfetti sconosciuti (prendendola larga, alieni) come gli Angeli Dorati siano depositari di questo tipo di coscienza cosmica è derivata dal fatto che questi spiriti siano rintracciabili in ogni pianeta creato dal Dio. Sotto forme diverse, in una concezione molto simile all’idea platonica (più ci si allontana dall’Iperuranio più l’idea si modifica e perde parte della sua essenza iniziale), essi sono una sorta di eredità che si sono portati dietro dopo la distruzione di Mideree.

– Divinità Planetarie. Creati a coppie, sono i Figli di Heinar, nati dopo gli Angeli. Superiori a quest’ultimi, furono inviati dal Dio su ogni pianeta per creare la vita a loro volta. Sono così tanti i pantheon che vedono l’esistenza di due capostipiti generatori di vita che non sto neanche a elencarveli.

– Spiriti delle Catene. I primi figli di ogni coppia planetaria, delegati al controllo delle forze della natura e quindi principali fonti di potere magico (per maggiori info vi rimando alla sezione “enciclopedia magica” contenuta all’interno del Volume Unico).

Conclusioni

Insomma, per tirare le fila (e le somme), quella appena offerta è una panoramica piuttosto ampia e completa (almeno per i limiti del sottoscritto) riguardo il mondo in cui ho deciso di ambientare la  saga. Anche se essenzialmente ammetto di non aver inventato niente, nihil sub sole novi, riconosco, almeno nella sostanza, il merito di aver fornito spiegazioni più coerenti di quante realmente pensassi, dieci anni fa, di offrire a quanti ipoteticamente avrebbero (mai) letto qualcosa di mio.

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