Archivi categoria: impressioni

Le Pietre di Talarana 4 sarà l’ultimo ? – Con tutta probabilità no.

A qualche giorno da quello che, in ogni caso, non è stato un annuncio azzardato (perché l’idea era ben lungi dall’essere così remota), credo sia giunto il momento opportuno per aggiungere una precisazione.

Il punto di domanda. E un secco “no“.

not the-end

Le Pietre di Talarana IV non sarà l’ultimo della serie. Né tantomeno l’ultimo libro che scrivo.
Questo non vuol dire che le tempistiche o altre cose non cambieranno ma si tratta, almeno per il momento, di dettagli marginali.

Ringrazio le numerose manifestazioni di affetto da parte di amici e lettori (figure che mi pregio di poter sempre più spesso far combaciare) e confermo l’ormai imminente uscita di Le Pietre di Talarana IV.

A presto,

il vostro nuovamente affezionato

AHD

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in complotti, impressioni

8 marzo 2004

 

Cronologia 2004-2014

Cronologia Le Pietre di Talarana 2004-2014, clicca per ingrandire

Oggi.

Ventisei anni, quasi ventisette. Parecchie cose scritte, numerosi progetti, scadenze e macchinosi diagrammi.

Dieci anni fa.

Quella volta ne avevo sedici, quasi diciassette.

Ricordo dov’ero e più o meno con chi ero. Era mattina, c’era il sole (era anche la festa della donna ma questo conta poco ai fini della storia. O, a esser precisi, si tratta di un’altra storia). Una parola, un concetto, era sul punto di cambiare un bel pezzo di me per gli anni a venire. Quella parola, ieri come adesso, è Talarana.

Vorrei tornare indietro e ritrovare quel più giovane me. Ne avrei di cose da dirgli ma forse finirei per dirgliene solo una e, credo capirebbe. Ero abbastanza sveglio da afferrare i buoni consigli, soprattutto se ero io stesso a darmeli.

“Hai fatto bene a non abbatterti”.

Perché in effetti è andata così, non mi sono abbattuto, mai. Porte in faccia, rifiuti, delusioni ma anche gioie, momenti belli e quelle due o tre soddisfazioni che ti ripagano delle fatiche. Questi sono stati i miei dieci anni di Talarana.

Tanti auguri Talarana, tanti auguri Alessandro H. Den.

 

Lascia un commento

Archiviato in impressioni

Tastiera vs Scrittura a Mano – L’involuzione di AH Den

Correva più o meno l’anno 2003 e un giovane Alessandro H. Den metteva in fila le prime lettere delle prime parole de L’Ombra del Tiranno, picchiettando sui tasti con la stessa velocità e consapevolezza di un bradipo (aspetta, dov’era la “n“?). Parole, parole e parole. Siamo nel 2013 e un Alessandro H. Den un pochino meno giovane, ha appena fatto le 3:00 del mattino per chiudere un arco narrativo del libro che uscirà nel 2014.

Dov’è il nesso tra i due?

Negli anni ho scritto ovunque e in qualunque situazione, è ormai noto che la maggior parte delle volte, durante storia e filosofia, invece che prendere appunti io fossi impegnato a scrivere. A livello ottico l’effetto è assolutamente lo stesso, garantisco. Ho scritto pure in nave, in aereo, in giardino, in terrazza, in posizioni comode e in quelle scomode. Insomma, per un lungo periodo il mezzo non è stato argomento di dibattito, il mezzo è stato tale, punto.

Devo pur ammettere che alle superiori non me la cavavo male: scrivevo a mano e ricopiavo. Capitava molto spesso che rimanessi indietro e che non ricopiassi (o scrivessi) per periodi più o meno lunghi, di conseguenza, quando mi trovavo con un po’ di tempo a disposizione, in più di un’occasione mi sono ritrovato a proseguire la storia direttamente dal computer. Credo sia stato questo ad innescare il cambiamento che ha condizionato la mia scrittura negli ultimi cinque/sei anni. La mancanza di tempo.

La scrittura a mano non è stata mai del tutto abbandonata (ho trovato un’agenda qualche giorno fa con circa settanta pagine de L’Erede di Talarana scritte a mano) ma non era certo divenuta il passaggio obbligato, soprattutto quando il tempo era divenuto scarso come il grano in tempo di guerra. Non avendo però una memoria di ferro mi capitava (e mi capita) spessissimo di appuntarmi idee su post it o in assenza di tali supporti, mi capita di autoinviarmi mail che regolarmente smarrisco nella mia casella.

Il vero revival, per il sottoscritto, è arrivato questa estate, quando ho lasciato da parte il computer per un po’ di vacanza. Armato di buone intenzioni mi ero portato via una prima stesura stampata del futuro romanzo (da rileggere) e una moleskine (simil intonsa perché preferisco usare agende più anonime), in caso di improvvisa ispirazione, s’intende. Ecco, la moleskine è rimasta nello zaino tutta la vacanza. Solo durante il ritorno (e qualcuno sa a cosa mi riferisco), ho deciso di tirare fuori l’agenda e iniziare a scrivere. E cavolo se ho scritto. C’è sempre un momento e un modo giusto per fare le cose e quel momento può arrivare ovunque, che tu sia a casa, sotto la doccia, a passeggio col cane o sulla prua di una nave che ti sta riportando a casa.

Lo scontro scrittura a mano Vs tastiera c’entra poco o forse niente con l’oggettiva qualità di quello che si scrive. Basta farlo ed essere felici.

Il vostro affezionato

AHD

Lascia un commento

Archiviato in impressioni

Come AHD vede gli autori di recensioni (e per estensione i lettori) pt.1

E’ un po’ che mi frulla in mente questo post, di dubbia utilità morale e di chiaro valore farsesco. Se vi riconoscete in una delle seguenti categorie non mancate di farmelo sapere. Ibidem se ne ho scordata qualcuna. A giorni la seconda parte, chiaramente analizzerò l’altra faccia (oscura) della medaglia.459-0-stelle

Entusiasta

Gli piace la saga, cavolo se gli piace, l’ha letta (forse riletta) e non perde un solo colpo, neanche i racconti. Passa sopra alle pecche perché dopotutto ha capito che il fantasy è fatto di cliché (meglio noti come archetipi e/o funzioni di Propp) e agli strafalcioni sfuggiti alla correzione.

Pro: ha capito quanto mi sbatto.

Contro: i commenti possono essere mal interpretati su tutti i maggiori e pestiferi social network. Tende a usare il ricatto per sapere quando finirò il prossimo romanzo.

 

Filosofo

Gran divoratore onnivoro di libri. Vede significati aulici anche laddove non ve ne sono, si inerpica nella psicologia dei personaggi e sul perché di certe azioni/reazioni. Nel complesso la saga gli è piaciuta più della media dei romanzi che si trovano in giro in questo periodo.

Pro: mi fa sentire profondo.

Contro: legge troppo e quindi è difficile si tenga aggiornato.

 

Consapevole

Legge parecchio, ha le idee chiare su cosa gli piace/non gli piace. Leggerà i prossimi per vedere come va a finire la saga, ha storto il naso un paio di volte (anche di più) su alcuni passaggi ma dopotutto pensa che ci sia di peggio in giro.

Pro: è in grado di formulare giudizi piuttosto validi e obiettivi.

Contro: in questa categoria rientra circa l’80% dei lettori/autori di recensioni ma raramente sono inclini a dare feedback, a meno che non possiedano un blog. 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Archiviato in impressioni

sul cambio di PoV

oh no! un altro cambio di PoV

Recensore di larghe vedute su una pagina qualunque di uno dei miei libri.

certo che il cambio di PoV…Non si capisce la necessità di farlo ballare così tanto

Recensore affetto dal ballo di San Vito su una pagina qualunque di uno dei miei libri.

 

Ho sempre sostenuto che il cambio di PoV rientri tra le possibili scelte narrative nella stesura di un romanzo e che quindi vada valutato nell’ottica più ampia dell’opera. L’abuso o meno non è di certo valutabile secondo un metro o secondo una scala. Tempo fa ne discutevo riguardo la possibile derivazione dal mondo cinematografico ma essendo un totale ignorante in quel campo (magari solo in quello) ed essendo parecchio pigro (ho altro da fare) non mi sono mai realmente interessato a capirne la radice.

Sarà che, personalmente, mi sono sempre chiesto cosa accadesse al di là del muro narrativo imposto dalla narrazione monopersonaggio, per questo, per esperienza personale, ho finito per trovare sempre più interessante il momento in cui ci si staccava dal protagonista per capire cosa pensassero o facessero personaggi secondari e antagonisti.

Può sembrare banale ma le parti migliori, secondo me, sono sempre quelle in cui con un certo margine di sorpresa, ci si trova a seguire le mosse degli antagonisti. Certo, qualcuno sostiene che un cattivo meno lo mostri meglio è, che esistono troppi cliché, che le storie fantasy sono scontate e banali.

Prima o poi farò una recensione al contrario, recensendo i lettori e cosa hanno (o non hanno) capito di quello che ho scritto. Sarà divertente.

Per me.

Il vostro affezionato

Lascia un commento

Archiviato in impressioni