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Racconti il seguito! Sì ma di cosa?

Le Pietre di Talarana IV è uscito da nemmeno un mese e finalmente la serie “madre” ha superato la metà del suo percorso. Un gran bel traguardo ma… …Ma diciamo che questo non fa altro che alzare l’asticella e di fatto, più che una meta vera e propria, il libro appena rilasciato costituisce un punto fermo (un riferimento), fissa uno standard al quale guardare nel prossimo futuro.

La domanda andrebbe forse posta in maniera diversa: cosa farà Alessandro H. Den adesso? Si impegnerà subito nella stesura di Le Pietre di Talarana V?
Risposta: No, vorrebbe ma al momento non è possibile. Prima di affrontare il ciclo conclusivo della saga dovrà rispolverare alcune conoscenze storiche al fine di rendere in maniera quanto più possibile realistica alcuni futuri sviluppi. E lui, il Den per capirsi, alla Storia ci tiene, eccome.

Ci propugnerà qualcosa di nuovo?
Risposta: Nì (o So, dipende dai punti di vista). Qualche anno fa, qualcuno ricorderà, ho rilasciato un racconto breve estemporaneo, meglio noto come Morslinger – Ora Zeta. Dopo molti tentennamenti e rinvii ho deciso di buttarmi su quello.
Il motivo? Perché a differenza di quello che succede in Le Pietre di Talarana dove tutti più o meno parlano in toni misurati e pacati, mangiano in punta di forchetta e alzano il mignolo quando si conviene, in Morslinger posso permettermi di essere politicamente scorretto, irriverente e truce.

Mondi diversi, ambientazioni diverse ed età diverse. Morslinger non è una storia per adolescenti (nonostante debba ammettere che il mio pubblico di lettori non è decisamente teenager), non ha lo stesso enorme retaggio di Talarana né la stessa durata. Anzi, in questo, Morslinger non è che un esperimento. Però, come tutti i creatori, credo che in questo esperimento ci sia del buon materiale su cui lavorare, bei personaggi (sì, la Morte è un ottimo comprimario) e anche un modo, nemmeno tanto velato, per esorcizzare la triste mietitrice.
Va da sé che questa scelta non comprometterà in alcun modo la stesura dei seguiti di Le Pietre e Memorie di Talarana (anche perché è noto che io inizi i nuovi romanzi della serie sempre intorno a giugno, come da tradizione).

 

A questo punto non posso che invitarvi (qualora ancora non l’aveste fatto) a scaricare Morslinger – Ora Zeta gratuitamente
A proposito, qui sul blog Chicchi di Pensieri, trovate una rara recensione sul racconto

Link download ebook gratis

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10 cose che non sapete su Le Pietre di Talarana

butters writer

esempi di scrittore incompreso. Credits to South Park

 

 

1. Angeli Dorati e Demoni non hanno nessun legame. Scelsi questi due nomi per facilitare in voi lettori l’associazione degli schieramenti. Gli Angeli non sono angeli cristiani (o meglio non lo sono in senso stretto) e i demoni non sono angeli caduti (nonostante Behelstedor possa essere in qualche modo assimilato alla figura di Satanael. Ma questo non l’ho inventato io, è un classico letterario delle manifestazioni iconografiche del maligno). A posteriori, capisco che questa cosa ancora non sia stata ben compresa. Se poi vogliamo discutere sui nomi…beh, quello è un altro paio di maniche.

2. Il nome “Darlidan” viene da Darlindana, la mitica spada di Orlando ne “L’Orlando Furioso” dell’Ariosto. Per transizione (nonostante non sia direttamente menzionato nei romanzi), anche l’alabarda di Dalagoth si chiama Darlindana.

3. Talarana è un nome inventato. Questo non vuol dire che non vi abbia trovato significati successivamente. Telarana in spagnolo significa “tela di ragno” e rappresenta in realtà molto bene la conformazione dell’antica capitale imperiale (anche se il logo è stato creato prima di apprendere la cosa). Il prefisso tal- è utilizzato anche per formare il nome della lingua corrente nella storia, il talhassiano. Non dimentichiamo che Talarana viene tradotto con “gemma sopra le acque” quindi la parola andrebbe divisa in Tal-a-rana.

4. Il colore degli occhi è uno dei tratti fondamentali dei personaggi, un particolare molto importante che in futuro avrà importanza maggiore.

5. Non sono un grande amante dei draghi ma ho lo stesso deciso di utilizzarli nella storia, nonostante il loro ruolo non sia del tutto centrale, con buona pace dei dracofili.

6. Il secondo nome di Greg, Iranon, è uno dei tanti omaggi a H.P.Lovecraft disseminati nel libro. La saga presenta un certo sincretismo (soprattutto nei nomi), per i quali ho deciso di inserire diversi riferimenti. Mosmaimonid di Zolon è chiaramente un riferimento a Mose Maimonides. Il nome della piramide di Zolon è Muroiam Som, ovvero la locuzione latina mos maiorum, il costume (sapere) degli antichi.

7. Non ho studiato greco antico ma, senza esserne consapevole, ho correttamente utilizzato il termine “therion” (bestia) per dare il nome a incantesimi nei quali si utilizzano manifestazioni fisiche degli spiriti più potenti. Sono soddisfazioni.

8. Il termine Pari e la frase “creato Pari” che utilizzo è mutuata dal mondo latino. Augusto, il primo imperatore romano, era stato inizialmente designato col titolo di primus inter pares. Avevo valutato di utilizzare Pares in luogo di Pari ma il singolare “Par” mal si addiceva alla narrazione. Ho così optato per il titolo di Lord, unico anglicismo che mi sono permesso di utilizzare.

9. Ne Il Corno dell’Apocalisse ci sono molti riferimenti a figure storiche realmente esistite (o simil leggendarie), anche nelle frasi. Shailie di Naren utilizza frasi prese in prestito dalla Contessa di Castiglione (amante di Napoleone III e spia italiana per conto di Cavour), l’antenato di Samarlec conosciuto col titolo di Maggiordomo è preso dal titolo franco alto medievale (il cui maggior esponente fu Pipino il Breve, padre di Carlo Magno). Il primo imperatore di Selthon (il padre naturale di Greg) è nominato come Uther Selthon I, un accenno palese al padre di re Artù. Gli esempi potrebbero continuare a lungo.

10. Gli unici giochi di ruolo con cui ho giocato sono i Final Fantasy (7 bello- 8 fantastico-9 mah-10 n.p.). Sui libri fantasy che ho letto non mi esprimo. In compenso potete chiedermi quasi tutto a proposito di Asimov o Lovecraft.

 

11. Lo so che avevo annunciato 10 punti e non 11 ma preferisco le cifre tonde. Le Pietre di Talarana IV uscirà a marzo. Avevo fatto male i conti con le tempistiche per la seconda e la terza stesura (editing incluso), con buona pace dei detrattori. Vi assicuro che varrà la pena attendere ancora pochi giorni.

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Le Pietre di Talarana 4 sarà l’ultimo – Signori si chiude

the-end

Era da tempo che qualcosa non andava.

Piccoli accenni, strani fenomeni e coincidenze in un primo momento, poi sempre più marchiani, sempre più palesi. Oggi una goccia di troppo ha letteralmente fatto traboccare il vaso. Quello della mia sopportazione, per intenderci, la stessa messa a dura prova in questi anni di esperienza nel mondo del self publishing.

Non si tratta di un j’accuse e ben me ne guardo, nonostante le mani prudano e non poco, rivolto ai molti aspetti che mi hanno portato a questa decisione.

La serie di Talarana ha coperto gran parte della mia vita e, in alcuni momenti, è stata la luce in fondo al tunnel, l’unica che riuscissi a vedere e l’unica per la quale mi sentissi in grado di lottare.

Oggi ho scelto di dire no al gioco al massacro. Oggi ho scelto di rispettare la creatura prima di me stesso, me stesso prima degli altri.
Oggi ho deciso che Le Pietre di Talarana 4 sarà l’ultimo libro della serie.

Almeno per il momento, almeno fino a quando non avrò di nuovo le tasche vuote di attacchi, recensioni offensive e interpretazioni piuttosto fantasiose riguardo al target di riferimento di ciò che scrivo.
Domani, fra un anno o fra dieci, Le Pietre di Talarana avrà forse il seguito (e la conclusione) che avevo immaginato.

Ma quando questo avverrà sarà in primis per rispetto verso la storia e verso me stesso. E magari, quel giorno, accanto a The End ci sarà un punto interrogativo.

Il vostro mica tanto più affezionato
AHD

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Premio Liebster Award

Sono lieto di annunciarvi che il blog della Saga ha vinto il Premio Liebster, del Liebster Blog Awards, assegnato ai blog meritevoli con meno di 200 followers. Il ringraziamento va a Maddalena Cioce e al suo blogwww.maddalenacioce.blogspot.it

Passiamo ora alle regole da seguire:

Ringraziare il blog che ti ha assegnato il premio citandolo nel post
Rispondere alle undici domande poste dal suddetto blog
Scrivere undici cose su di sé
Premiare altri undici blog con meno di 200 followers
Formulare altre undici domande, cui gli altri blogger vincitori dovranno rispondere
Informare i blogger del premio assegnato

Ecco qui le mie undici risposte!

1) Qual è il tuo genere di romanzi preferito?
Fantascienza.
2) Cosa fai nel tempo libero?
Vado in palestra o scrivo.
3) Hai un sogno nel cassetto? Quale?
Aprire il cassetto e far sì che il sogno non ci muoia dentro.
4) Qual è il tuo autore preferito?
H.P. Lovecraft alla pari con Asimov
5) Qual è il personaggio che avresti tanto voluto fosse reale?
Lo Stregatto
6) Che lavoro fai?
Studio!
7) E quale lavoro invece vorresti fare?
Lo scrittarchitesigner
8) Qual è l’ultimo libro che hai letto?
Ho dovuto passare al setaccio il mio, quindi vale per due.
9) Qual è il tuo più grande difetto?
Essere insofferente
10) E il tuo più grande pregio?
Stringere i denti
11) Vuoi trasmettere un messaggio ai lettori del blog? Quale?
Oh, credo che di messaggi ne abbiano letti a sufficienza, sarebbe l’ora che fossi io a leggere i loro commenti!

 

Undici cose random su di me:

1) Mi addormento a guardare i film, anche se mi piacciono
2) Mi piace l’inverno ma non sopporto la pioggia
3) Ho un sombrero
4) Il mio personaggio preferito è lo Stregatto
5) Sono narcisista
6) Ho una gatta
7) Mi piacciono i Muse da prima che fossero così universalmente noti, per il resto musicalmente parlando, sono una capra assoluta.
8) La H. del mio pseudonimo è segreta. A chi mi chiede cosa significa do sempre risposte diverse.
9) Ho un tatuaggio, sono anni che voglio fare il secondo ma mi ricordo di farlo sempre verso maggio/giugno.
10) Per un brevissimo periodo ho giocato a warhammer. Più che altro lo facevo perché mi divertivo come un matto a dipingere miniature.
11) Odio Tom Bombadil

Le undici domande cui dovranno rispondere gli altri blogger:

1) Qual è il tuo genere di romanzi preferito?
2) C’è un romanzo che non sei riuscito a finire di leggere?
3) Credi nel destino?
4) Qual è il tuo autore preferito?
5) Qual è il primo libro che hai letto?
6) C’è un libro che con il tempo hai smesso di apprezzare?
7) Se potessi scegliere un potere magico quale vorresti?
8) Il miglior film tratto da un romanzo che hai visto?
9) Scrittura a mano o scrittura al computer?
10) Che ne pensi degli ebook?
11) Self publishing sì, self publishing no?

Eccoci quindi alla fine, questi sono i blog che voglio premiare!

http://folliedilibri.blogspot.it/
http://imilleeunlibro.blogspot.it/
http://ilpozzodeisussurri.blogspot.it/
http://chicchidipensieri.blogspot.it/
http://francilettricesognatrice.blogspot.com/

Follie di Libri Mille e un libro Chicchi di pensieri Franci lettrice sognatrice Il Pozzo dei Sussurri Maddalena Cioce

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Scrit-tease \ uno scrittore messo a nudo

Autointervista ironica. Non si parla di nudo vero, solo metaforico.

1. Quando hai cominciato a scrivere? O meglio, quando hai iniziato a pensare di voler scrivere?

Non me lo ricordo, direi che sia iniziato tutto parecchio tempo fa. Credo che scrivere sia sempre stata la mia ambizione primaria, fin da piccolo. Il libri erano qualcosa di incredibile per me, mi consentivano di evadere da tutto quello che non mi piaceva. Scrivere era quindi un riflesso incondizionato, mi piaceva evadere e quindi scrivevo. Data la mia scarsa costanza sono state tutte cose prese e mollate lì. Poi nel 2003 svoltai.

2. Vuoi parlarci di questa svolta epocale?

Oh, certo. Ero un giovane virgulto di sedici anni piuttosto ambizioso che, purtroppo, credeva nelle favole. Avevo un piano fantasmagorico: finire il libro (che all’epoca doveva essere uno solo) in fretta e pubblicarlo, diventando una sorta di enfant prodige. Date le attuali circostanze direi che il mio piano aveva delle falle evidenti. Cominciai a scrivere un troiaio su Atlantide nel quale, per una stranissima ragione, doveva essere implicato pure il Leviatano. La trama non esisteva, direi che era un soggetto a dir poco volatile. Scartato, dopo aver buttato giù forse una pagina. Del progetto era rimasta una cosa, questo ingombrante Leviathan che mi piaceva troppo per essere eliminato, così riciclai i personaggi iniziali (tre o quattro, con l’immancabile pulzella di turno) e iniziai a costruire un’altra storia. Ci doveva essere ogni sorta di abominio letterario contemplato nella mente di un adolescente, dalla città degli uomini talpa, una confederazione di pirati volanti (giuro, non sto scherzando) e una città con un tetraedro di cristallo rovesciato. Dimenticavo, due regni in lotta per non si sa bene cosa, una guerra fittizia e un nemico che non si sapeva da dove usciva da combattere. Poi, fortuna ha voluto che leggessi Eragon, atroce e assoluto errore e al tempo stesso ancora di salvezza. Mi venne il vomito, lo finii giusto come autopunizione per le cretinate che avevo scritto e mi rimisi sotto a scrivere, stavolta con intenzioni migliori e una trama molto più incasinata.

3. Sei soddisfatto di quello che hai scritto fino ad ora?

No, mai. Francamente se dovessi riscrivere il primo libro da capo eliminerei più del 50% dei fatti attualmente presenti (alcuni personaggi compresi). Credo sia normale.

4. Non c’è proprio niente che salveresti?

Sì, fatti minori magari. Col tempo mi sono accorto che molte cose che all’epoca consideravo fantastiche si sono rivelati dei cliché e la gente è stufa dei cliché e delle solite zuppe. Francamente sono più le cose che toglierei di quelle che sono incline a salvare.

5. Cosa toglieresti quindi? Non rispondere tutto, dì solo la/le cose che più elimineresti volentieri

Eliminerei la questione delle pietre, forse. E anche il discorso del “siamo prescelti e ci tocca salvare il mondo”. Una volta tutto questo andava bene, lo ammetto, adesso mi pare vano e scontato. Sarà per questo che le case editrici non mi filano per niente.

6. Leggendo alcune recensioni/opinioni dei tuoi lettori emerge che non tutti apprezzano il connubio magia/tecnologia che hai cercato di sviluppare. Cosa ne pensi?

Questione di opinioni. Sono cresciuto giocando a Final Fantasy e non ci ho mai visto niente di strano, anzi. Comunque, de gustibus.

7. In che categoria inquadreresti la tua saga quindi? Ultimamente sono sbocciate parecchie categorie nel panorama del fantasy

Detto parecchie volte ma vale la pena ripeterlo. E’ un fantasy. Non è Il Signore degli Anelli, sia mai. Direi che è piuttosto un Earthsea (non mi sto paragonando alla Le Guin, intendo come ambientazione). Quando mi sono messo a scrivere non c’erano tutte le distinzioni di adesso e non potevo certo avere la presunzione di mettere dei protagonisti assolutamente adulti. Capisco che il tema del ragazzo/a prescelto sia ormai scontato ma all’epoca mi limitavo a parlare di quello che conoscevo, ovvero l’età adolescenziale, senza malizia. A dire il vero non credo neanche di aver approfondito più di tanto alcuni temi ghiotti (amore, triangoli e quant’altro). O meglio, li ho inseriti fin da subito ma non ci ho mai calcato la mano, francamente era ben altro il punto a cui volevo arrivare. Questi fatti li trattavo più che altro come conseguenze naturali.

8. Avanti, ammettilo che ti identifichi nel protagonista

No, per carità. Il Greg del primo libro lo sopporto a stento, nel secondo inizio a tollerarlo di più. Probabilmente nel terzo finirà per starmi simpatico. Il Maestro Dovan poteva essere un buon candidato alla verosomiglianza col sottoscritto ma anche lui ha troppe turbe. In definitiva non mi identifico con nessuno, non nella totalità. Alcuni personaggi invece rappresentano persone che conosco, non nel loro intero ma per alcuni lati del loro carattere. Alcuni ne sono consapevoli, altri un po’ meno (o probabilmente lo ignorano) ma va bene così.

9. Parliamo di Lisa. Da dove cavolo ti è uscita fuori?

E’ necessario parlarne? Lo ammetto, non la sopporto e ho fatto di tutto per renderla insopportabile, almeno per il momento. Non è ispirata a nessuno (e su questo sono serio) perché non conosco nessuna ragazza così profondamente lagnona e piagnistea. Un vero gatto attaccato ai cogl…

Si contenga!

Vabbé, il senso mi pare sia ben chiarito. Ad ogni modo ci sono delle sorprese in serbo pure per lei. Datele tempo è ‘na ragazzina!

10. Selfpublishing, che ne pensi?

Sulle prime, devo ammetterlo, è una figata. Soprattutto dopo che ho deciso di trasformare il libro in ebook e metterlo gratis. E’ bello sapere che lo hanno scaricato in tanti ma allo stesso tempo mi fa tristezza pensare che facendo così probabilmente non troverò mai una casa editrice seria disposta a pubblicarmi. Quindi sono un attimo indeciso su come andare avanti, ecco tutto. E’ dimostrato che non avendo un grosso seguito ( già, devo ammetterlo) non posso sperare che la cosa vada avanti da sola e rilasciare il libro gratuitamente per sperare di esser letto mi fa un po’ penare. E pensare.

11. Vuoi essere più chiaro?

Intendo che probabilmente la pubblicazione del seguito subirà uno stop a tempo indeterminato. Lo stesso probabilmente accadrà per il romanzo breve che sto scrivendo (sempre ambientato nello stesso universo de Le Pietre di Talarana) e per l’altro in cantiere. Per il momento ho deciso così, poi staremo a vedere. Ogni tanto magari rilascerò un racconto breve (non più di 5 pagine) giusto per dire “sono ancora qui”.

12. Non vuoi dirci quindi il titolo del seguito?

No.

13. Davvero?

Sì, sono serio. Ne sono a conoscenza solo due o tre persone (me incluso) che terranno la bocca chiusa. Già che ci sono, ne approfitto. Volete leggere il seguito? Trovatemi un editore…

14. Un salutino ai lettori abituali del blog?

E’ necessario?

15. Sarebbe carino ed educato da parte tua.

Saluto tutti quelli capitati qui perchè lettori affezionati, quelli caduti qua cercando su google “coppia di anziani sulla panchina” e “fetta di pizza” e quelli che soffrono di “crastaingite“, credo di averli ricordati tutti. Saluto anche Ciro e l’Avvocato Caciullo.

Il vostro affezionato

AHD

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