Infiniti Mondi

Recensione a cura di Valeottantadue http://www.scrittorindipendenti.com

 Voto 3/5
Ho terminato questo libro un paio di giorni fa e mi sono presa un po’ di tempo per riflettere prima di buttare giù il mio pensiero.
Non so come valutare questo romanzo, non ho ancora chiaro se mi sia piaciuto oppure no. È un ni.
“L’Ombra del Tiranno” è un Fantasy Classico.
Durante una tempesta, la nave dove viaggia il sig. Oltan, Sovrintendente del Commercio Transoceanico dell’impero di Selthon, naufraga. Lui sarà l’unico superstite, grazie all’intervento di Dalagoth, una creatura magica, un genio delle acque, che in nome dei padri celesti lo salva e gli affida un bambino, con il compito di allevarlo come un figlio e di prepararlo per il suo destino, in particolare facendogli studiare la magia.
Cresciuto, il padre, disattendendo le parole di Dalagoth, non vuole che il figlio diventi un mago, ma vorrebbe che gli succedesse nella sua carica.
Greg, questo è il suo nome, non vuole diventare sovrintendente e nonostante il parere contrario del padre decide, insieme ai suoi amici Mark, Lisa e Andrew, di imparare le arti magiche dal maestro Dovan.
La sua vita a Selthon scorre normale fino a che viene rubata una pietra, un incidente mette a rischio la pace con l’altro grande impero, quello di Naren e forze ben più grandi e oscure, i demoni, agiscono per venire alla luce e rispendersi la terra, dopo che mille anni fa gli angeli li cacciarono e li costrinsero in cattività nel sottosuolo. Ora Greg deve adempiere al suo destino.
Scrivere fantasy, tra tutti i generi, non dev’essere impresa facile.. chi si cimenta in questo genere deve essere in grado creare un mondo e di questo deve conoscere tutto. Ogni dettaglio, anche quelli che nella storia non appaiono, usi, costumi, religioni, lingua… la sua storia. Un lavoro enorme, insomma. Ma soprattutto deve essere coerente. Io riesco ad amare un Fantasy quando il mondo creato è il più verosimile possibile, deve sembrarmi quasi reale. Ora, esprimermi sul mondo delle cronache di Talarana è arduo, avendo letto solo il primo, ma mi ha lasciato perplessa il fatto che sia un mondo essenzialmente in stile medievale (navi a propulsione eolica, combattimenti con le spade e a cavallo etc), c’è la magia come spesso accade nei fantasy, ma ci sono anche elementi ultratecnologici. Ora, come puoi avere navi con le vele se hai dei radar e i pannelli di controllo sono schermi touch??? Per me non ha senso.
Magari è solo un difetto mio e della mia scarsa fantasia, ma perde in verosimiglianza.
Per quanto riguarda la storia, un classico: un bambino orfano, predestinato, speciale che non sa di esserlo, su cui gravano le sorti dell’umanità. È un classico anche il fatto che il padre adottivo tenti, all’inizio, di ostacolarlo e che lui scopra le sue capacità per puro caso.
Un altro elemento tipico del fantasy classico è la cosiddetta “ricerca” il nostro eroe parte, va incontro al suo destino e compie un cammino esistenziale che lo porterà nel mondo adulto. In genere l’ eroe alla fine dell’avventura non è mai lo stesso dell’inizio del libro. Succede anche a Greg, inizierà il suo viaggio, con il maestro Dovan e i suoi amici di sempre. Ancora non sappiamo come andrà, Greg viene messo a conoscenza del suo destino ma non completamente. La cosa che non sono riuscita a capire è come questo ragazzo, potesse passare da esser- giustamente- spaventato e confuso, a eroe del tipo -lasciate fare tutto a me- nel giro di due righe. Cambiamenti, questi, che mi lasciavano spiazzata.
Nel racconto ci sono stati momenti diversi momenti così, che mi che mi hanno lasciato perplessa. Uno per tutti: a un certo punto, quando la situazione è al culmine, il maestro ritiene opportuno proteggere Greg, insomma se muore lui la storia è finita.
Perciò lo conduce sulla nave e lo imprigiona con una gabbia magica, nonostante le proteste del ragazzo, che è in fase “sono io l’eroe”. Il nemico, uno dei demoni, prende il controllo della mente della sua amica Lisa per trovarlo e possibilmente renderlo tale da essere spostato dentro una posacenere. Lei, pur cosciente, non può fare a meno di ubbidire e arriva fino alla nave, dove trova Greg prigioniero. Fortunatamente Dovan arriva e spezza l’incanto, ma lei non dice nulla perché si ritrova a pensare che se gli ha fatto trovare Greg prigioniero, forse non era malvagio. Posso dire? Ma sei normale? Sapevi benissimo che era il demone… come sarebbe a dire «forse non è malvagio»???
Insomma  gli elementi principali del Fantasy ci sono tutti, il mondo fantastico, la magia, il ragazzo predestinato e la sua ricerca. E oggi in mezzo a vampiri e lupi mannari a non finire, è bello vedere che ancora ci si dedica a  questo tipo di fantasy, che io amo molto di più. Sono però poco convinta, perché l’ho trovato poco verosimile. Leggerò anche il seguito per capire se è solo un’impressione mia, se è un mio problema o se è il romanzo così.
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