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Selenophobia – racconto horror

In anteprima, l’incipit di Selenophobia, un nuovo racconto horror (una pausa dal fantasy classico ogni tanto è lecita), presto disponibile gratuitamente in tutti gli store. Come altri racconti brevi ha influenze lovecraftiane (qui trovate maggiori informazioni su Howard P. Lovecraft e la sua sterminata produzione), già sperimentate nel racconto horror Orco Rosso, che potete trovare qui.

Ultimo appunto: la Selenophobia, una patologia psichiatrica realmente esistente, è la paura inconscia della Luna.

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“Il mio nome è Arthur Panghast e se rivelo la mia identità apertamente è perché ciò che mi accingo a descrivere non nuocerà al mio nome più di quanto sia già stato possibile attraverso le azioni. Metterò nero su bianco tutti i fatti che mi hanno portato alla misera condizione in cui verso, senza tralasciare nessun particolare affinché, io stesso o chi leggerà queste righe, possa un giorno convincersi del fatto che non sono pazzo.

La mia fronte è madida e le mani si contorcono febbrili nella vana speranza di dimenticarne l’esistenza, eppure so che è là, là fuori, appena oltre le decrepite mura di questa catapecchia sperduta. Mi attende, la sento invocarmi con voce suadente e melodiosa, promesse intrecciate con le chiome degli alberi mosse dal vento, come un’amante che reclami il suo compagno.

Ma forse, questa sera, forse questa sera sarà l’ultima volta. Il foglio bianco per un attimo mi fa rabbrividire, il candore così ostentato è per me quasi nauseabondo e la mano trema! Per il cielo, per buio abisso che essa trema, mentre scrivo di getto queste parole disperate e di ammonimento.

Mi sono preparato, sono pronto a sfidarli, ora come mai era accaduto prima. E se il tempo e lo spazio non sono stati sufficienti a mettere pace tra me e la loro presenza, allora ci penserà la pazzia e io sarà infine libero dal tormento. Ripercorro con lo sguardo ogni anfratto della casa, alla ricerca di uno spiraglio rivelatore, di un segno della sua malevola presenza, poi guardo l’orologio e scuoto la testa. Mancano ancora pochi istanti al tramonto e, secondo il bollettino dell’Associazione Astronomica, questa notte la luna, per via di un particolare allineamento, apparirà più grande di quanto sia mai apparsa a memoria d’uomo.

Tutto tace al di fuori ma sussulta e ulula da dentro. Il mio cuore pensa di tradirmi e il perfetto meccanismo che fino a sole poche ore fa, sotto lo sguardo benevolo del sole, si teneva placidamente in disparte, si è fatto adesso ossessivo e incoerente ritmo sopra al quale le mani danzano per comporre le parole di questa folle missiva”.

Colgo l’occasione inoltre per augurare a tutti i lettori (e anche ai detrattori) un felice anno nuovo.

A presto,

Il vostro affezionato

AHD

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L’Ombra del Tiranno Parte I – Ebook fantasy gratis!

Dopo alcune fasi incerte e travagliate (potete saperne di più leggendo questo post precedente) ho trovato il modo per rendere nuovamente disponibile gratuitamente la prima parte di Le Pietre di Talarana I – L’Ombra del Tiranno. Eccezionalmente, è disponibile con copertina disegnata da Camilla Ceccatelli, l’illustratrice ufficiale della saga.

Ecco il veloce tutorial

Tutto ciò che dovrete fare sarà:

1.Cliccare sulla copertina (questa qui sotto)

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2.Attendere l’apertura della sezione della pagina Facebook della saga

istruzione 2 blog

3. Mettere mi piace e attendere il refresh

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istruzione 4 blog

4.Quando cliccherete sulla copertina si aprirà una pagina per il download.

istruzione 5 blogEcco fatto, in meno di qualche minuto avrete tra le mani la prima parte di Le Pietre di Talarana I – L’Ombra del Tiranno.

Per scoprire come leggere un ebook dal computer in caso non possediate un ebook reader vi rimando a questa breve ma utile guida

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Luglio – Problemi tecnici e due succulente novità

Qualcuno avrà forse notato la sparizione simultanea di tutte le anteprime gratuite dei primi tre romanzi di Le Pietre di Talarana (store compresi). La politica dell’editore free al quale mi sono appoggiato per la distribuzione, almeno negli ultimi tempi, non consente più la distribuzione di estratti. Nonostante il sottoscritto non sia favorevole a certi tipi di restrizioni, ho preferito comunque rispettare le guidelines ritirandole dal “mercato”.  Al di là di quello che potrebbe apparire un danno, sono un grande sostenitore del quieto vivere e sto cercando una via alternativa per rendere tutti gli ebook nuovamente disponibili. Mi scuso per l’eventuale disagio ricordando comunque a tutti gli interessati che è possibile scaricare anteprime consistenti di ogni romanzo presso tutti gli store.


 

Ci sono comunque alcune buone notizie, due letture estive totalmente gratuite per voi:

Le pietre di talarana il cacciatore di pietre l'ombra del tiranno ebook fantasy

1.Le Pietre di Talarana – Il Cacciatore di Pietre è attualmente in revisione per approdare, gratis, in tutti gli store.

In questo breve prequel inedito a L’Ombra del Tiranno e, per estensione, alla Saga Le Pietre di Talarana, vengono ripercorsi i fatti precedenti l’inizio dell’avventura di Greg e dei suoi compagni in un ricco mix di intrighi ambientato tra Selthon, Naren e Renodia. Lettura ideale per ingannare l’attesa prima dell’uscita di Le Pietre di Talarana IV. A breve (spero) i link.

 

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2. Morslinger-Ora Zeta è invece già disponibile in una veste grafica rinnovata (necessaria per essere distribuito) e potete trovarlo, tra gli altri, nello store apple itunes a questo link diretto. Si tratta di una saga tutta nuova (o meglio, un embrione di essa) per la quale vi chiedo un piccolo sforzo, quello di dare più feedback possibili. Nell’impossibilità di avviare una campagna di foundraising (scrivere costa) l’unico modo per capire se valga o meno la pena di continuarla è avere riscontro dai lettori.

“Un ragazzo viene adescato da una donna la sera di capodanno. Sembra una notte come tante ma gli eventi prendono una piega inaspettata quando lei si rivela essere molto più di ciò che appare. La sua richiesta è quella di fermare una catastrofe imminente, prima della mezzanotte, prima dell’Ora Zeta, dopo la quale l’umanità sarà condannata a un’Apocalisse inaspettata. Il ragazzo è chiamato ad assolvere un compito che lo trascinerà fuori dalla realtà, farà vacillare la sua ragione e si trasformerà presto in una discesa nei torbidi meandri del proprio passato e di dolorosi ricordi. Sul fondo della notte più lunga della sua vita l’alba non è che una remota visione. Questo è Morslinger”.

A questo link trovate la prima (e per il momento unica particolarmente consistente) recensione al racconto a cura di Angela del blog Chicchi di Pensieri .

AHD

 

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Morslinger – Ora Zeta

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Morslinger – Ora Zeta

Urban Fantasy/Horror

Un ragazzo viene adescato da una donna la sera di capodanno. Sembra una notte come tante ma gli eventi prendono una piega imprevista quando lei si rivela essere molto più di ciò che appare. La sua richiesta è quella di fermare una catastrofe imminente, prima della mezzanotte, prima dell’Ora Zeta, dopo la quale l’umanità sarà condannata a un’Apocalisse inaspettata. Il ragazzo è chiamato ad assolvere un compito che lo trascinerà fuori dalla realtà, farà vacillare la sua ragione e si trasformerà presto in una discesa nei torbidi meandri del proprio passato e di dolorosi ricordi. Sul fondo della notte più lunga della sua vita, l’alba è una remota visione che porta con sé una sola consapevolezza: è stato scelto, è un Morslinger.

Disponibile gratis qui Morslinger – Ora Zeta (disponibile solo in formato .epub) . Commenti e feedback sono sempre garditi

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Costruire un mondo – seconda puntata – La Terra cava

Dopo aver tracciato i lineamenti di ciò che si trova sopra la superficie, vale la pena spendere due parole per parlare di cosa si trova sotto. Inizialmente pensavo di creare una vaga dimensione nella quale collocare i Pari e la loro compagine. Successivamente è intervenuto qualcosa che mi ha fatto cambiare idea. Sebbene a un primo sguardo l’associazione logica (e teologica) porti a collocare i demoni in un oltretomba sotterraneo, ho deciso di smarcarmi da quella che considero una soluzione “di comodo”, in funzione delle teorie note come “la terra cava”. Questo è avvenuto proprio in virtù del fatto che i “miei” demoni non si dilettano nel tormentare anime dannate con supplizi e laghi di fuoco e che quindi non si potesse in alcun modo pensare che avessero una funzione “Oltremondana”. Di fatto, nella mia saga, non esistono chiari accenni a ciò che accade “dopo” la morte oppure se esistano un paradiso o un inferno. Stando a quanto detto ne L’Ombra del Tiranno, le anime tendono a rimanere “in circolo” divenendo coscienza spirituale ma niente più di questo.

Terra Cava

Terra Cava

Tornando alla Teoria della Terra Cava, essa ebbe il massimo sviluppo tra il 1800 e gli inizi del 1900 grazie all’avanzamento parallelo di alcune pseudoscienze (si veda a tal titolo l’antroposofia), i circoli medianici e alle influenze (e ingerenze) non indifferenti di alcuni gruppi esoterici di stampo nazionalista (a tal proposito si veda la Società di Thule). Per farla breve e senza entrare troppo nello specifico, la teoria parte dal presupposto che sotto la crosta terrestre si trovi una cavità enorme e concentrica, della quale noi rappresenteremmo solo lo strato superiore. Sotto di noi si troverebbe esattamente un altro mondo fatto di terre e mari (da questo Jules Verne con “Viaggio al centro della Terra” trasse non pochi benefici), sconosciuto e abitato dalle creature più disparate e perdute. Tralasciando di porre troppo l’accento sulle ragioni più o meno fantasiose che spingevano questi gruppi a studiare l’argomento (si va da misteriose caverne nelle quali si troverebbero Maestri di Saggezza, alle prove dell’esistenza di una razza “ariana” leggendaria) posso dire che personalmente ho trovato questa teoria il punto di partenza più soddisfacente dal quale sviluppare la costruzione dei famigerati domini sotterranei. Non è un caso, infatti, se la Guerra Artica abbia luogo proprio nel nord del pianeta: era opinione comune, per i sostenitori della teoria, supporre che l’ “ingresso” a questo mondo “occulto” si trovasse proprio al polo.

Ecosistema

Ancora i soliti luoghi comuni vorrebbero che ciò che si trova “al di sotto” sia lugubre e oscuro. Questo a mio avviso è più dovuto alla mera constatazione biologica del fatto che in condizioni di luce scarsa (bagliore diffuso, crepuscolare) i pigmenti di clorofilla tendano al rosso/bruno. Impensabile quindi trovare lussureggianti (e verdi) selve nei domini sotterranei. Aspettatevi più che altro di trovare foreste brune e terra brulla. Inoltre non esistono fenomeni atmosferici rilevanti (ad eccezione di luoghi particolari) che di fatto rendono il mondo sotterraneo piuttosto stabile.

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Baiamondo Vs. Talarana

Il mondo sotterraneo (estensione naturale dei domini) presenta un surplus di terre rispetto alla presenza di mari, laghi e corsi d’acqua. Se Talarana rappresentava il centro fisso del mondo, il riferimento verso il quale tutti gli uomini e i regni guardavano, il Baiamondo rappresenta il centro errante dei domini sotterranei. Se a un primo impatto le due cose potrebbero somigliarsi, poiché entrambe condividono alcune caratteristiche di accentramento,  la mobilità del centro implica in realtà una serie di conseguenze capaci di tracciare enormi differenze. Talarana, con la sua immobilità, rappresentava un centro fisso che non poneva un reale giogo, ponendosi come entità sovranazionale col valore di guida. Il Baiamondo, la reggia viaggiante, rappresenta invece un polo di potere e terrore, in grado di spostarsi e soggiogare a proprio piacimento e secondo necessità. Costituisce, probabilmente, l’apice e il simbolo più alto del tremendo potere che vede nei Pari e in Lilith la realtà manifesta, un’ombra capace di incutere timore e controllo. Allo stesso modo dei regni nei confronti dell’impero, le città dei domini sotterranei sono subordinate in maniera diretta al controllo del Baiamondo, almeno per quanto riguarda l’approvvigionamento e le risorse. La reggia ospita al suo interno un incredibile apparato amministrativo, guarnigioni fisse e alcuni Pari con il loro seguito. Questo implica, con un’allusione nemmeno tanto velata, la necessità di continui approvvigionamenti, rendendola una macchina “statale” costantemente affamata e avida di risorse.

Il Baiamondo

Il Baiamondo

Inizialmente la reggia era stata concepita sul modello del Pandemonium del Paradise Lost, costruito da Satana per accogliere al suo interno tutti i suoi angeli caduti. Si trattava, nelle parole di Milton, di un’imponente reggia d’oro massiccio, nata dalle fiamme. Per quanto sia impossibile negare il fascino che l’opera di Milton ha sempre avuto su di me, ho di nuovo sentito l’esigenza di apportare cambiamenti adeguati alla funzione. L’inferno di Satana è una realtà “teocratica” nella quale esiste un solo indiscusso comandante. I domini sotterranei sono invece costellati di città isolate e disgiunte, non organizzate in veri e propri regni, dove il potere è esercitato più nella forma di Tirannide (o al più oligarchia), legata all’ego del Pari che la domina. Più di una reggia statica, per contrastare l’iniziativa personale, non poteva esistere soluzione migliore della reggia errante.

Teogonia

Ancient of Days, William Blake

Ancient of Days, William Blake

Il sistema teogonico è forse uno dei più grandi e macchinosi artifici che si cela dietro alla saga. E’ un sistema complesso, derivato dallo studio di numerosi pantheon e mitologie ma che può più o meno essere riassunto e semplificato come segue:

– Heinar, il dio bambino, mente e Padre di tutto l’universo.

– Pilastri dell’universo, i quattro spiriti creati da Heinar sui quali la materia ha preso forma. L’apparente incongruenza riguardo al perché dei perfetti sconosciuti (prendendola larga, alieni) come gli Angeli Dorati siano depositari di questo tipo di coscienza cosmica è derivata dal fatto che questi spiriti siano rintracciabili in ogni pianeta creato dal Dio. Sotto forme diverse, in una concezione molto simile all’idea platonica (più ci si allontana dall’Iperuranio più l’idea si modifica e perde parte della sua essenza iniziale), essi sono una sorta di eredità che si sono portati dietro dopo la distruzione di Mideree.

– Divinità Planetarie. Creati a coppie, sono i Figli di Heinar, nati dopo gli Angeli. Superiori a quest’ultimi, furono inviati dal Dio su ogni pianeta per creare la vita a loro volta. Sono così tanti i pantheon che vedono l’esistenza di due capostipiti generatori di vita che non sto neanche a elencarveli.

– Spiriti delle Catene. I primi figli di ogni coppia planetaria, delegati al controllo delle forze della natura e quindi principali fonti di potere magico (per maggiori info vi rimando alla sezione “enciclopedia magica” contenuta all’interno del Volume Unico).

Conclusioni

Insomma, per tirare le fila (e le somme), quella appena offerta è una panoramica piuttosto ampia e completa (almeno per i limiti del sottoscritto) riguardo il mondo in cui ho deciso di ambientare la  saga. Anche se essenzialmente ammetto di non aver inventato niente, nihil sub sole novi, riconosco, almeno nella sostanza, il merito di aver fornito spiegazioni più coerenti di quante realmente pensassi, dieci anni fa, di offrire a quanti ipoteticamente avrebbero (mai) letto qualcosa di mio.

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A.A.A. Cercasi Beta reader – Le Pietre di Talarana 3

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Comincia il reclutamento per i beta reader (in altri termini, lettori in anteprima) per Le Pietre di Talarana 3. Requisiti minimi:

-Aver letto L’Ombra e L’Erede di Talarana

Facoltativo

-Aver letto Il Corno dell’Apocalisse

I nomi di quelli che aderiranno saranno inclusi nei ringraziamenti del libro oltre a ricevere la copia ebook gratis!

Il numero non può essere elevato (non più di dieci) per problemi gestionali. Al momento ci sono già sei prenotazioni, fatevi avanti!

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Costruire un mondo – prima puntata – in principio fu Atlantide

Non è un mistero che nel momento in cui si inizia a pensare a una storia fantasy, ciò che viene istintivo è associare a essa un mondo fatto di fantasia, nel quale le cose seguano più o meno leggi della fisica e naturali prestabilite (anche se ciò non è mai del tutto vero) e che sia, almeno negli intenti, un mondo “plausibile”.

Mio malgrado, quando mi sono trovato a definire il mondo della serie, non ero digiuno di questo genere di cose: a sedici anni avevo già attraversato (nell’ordine) la fase paleontologo, antropologo ante litteram, astronomo e archeologo (la fase esoterica sarebbe arrivata di lì a poco), avevo quindi maturato una, seppur vaga, nozione di come girasse il mondo. In un certo senso i miei plurimi interessi pre e post adolescenziali sono stati assolutamente indispensabili.  Come dicevo, la fase esoterica sarebbe giunta di lì a poco ma per una serie di circostanze avevo un tarlo nella testa che non riuscivo a scacciare. Quel tarlo, rullo di tamburi, si chiamava Atlantide.

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La storica localizzazione di Atlantide di là dalle Colonne di Ercole

Ebbene sì, se in un qualunque momento della mia infanzia mi aveste chiesto cosa avrei voluto fare realmente, la risposta sarebbe stata “ritrovare il continente perduto di Atlantide”. So che può sembrare la trama di un certo film Disney ( che ammetto di aver visto solo qualche mese fa per la prima volta) ma la storia narrata da Platone nel Timeo e nel Crizia ha sempre esercitato un fascino enorme su di me. Colpa di Indiana Jones alla ricerca di Atlantide (qualche over 25 come me se lo ricorderà, forse), de Il Mistero della Pietra Azzurra di I. Hanno (qui qualcuno storcerà il naso) ? Può essere, tant’è che quando ancora Talarana per me non significava proprio niente, il mio intento era quello di scrivere un romanzo sull’argomento. Idea romantica, lo ammetto, poi scartata in virtù di alcuni limiti oggettivi. Insomma, pur avendo accantonato l’idea, qualcosa è rimasto e su quella base ho sviluppato un ragionamento che perdura ancora adesso.

Partiamo con una domanda. Cosa rende simili Talarana e Atlantide?

Un mondo, normalmente, si definisce per i pieni (i continenti, le terre emerse), io, in pieno disaccordo, ho iniziato a tratteggiarlo attraverso i vuoti. Atlantide era il centro, la culla dell’umanità, esattamente quello che per me sarebbe stata poi Talarana. Decisi quindi di creare un vasto oceano con un vuoto centrale (da qui il nome) attorno al quale si sviluppassero gli altri continenti. Quel vuoto, troppo specifico e puntuale, rappresenta proprio la nozione di qualcosa che c’era e che non esiste più. A cancellare l’orgogliosa Atlantide fu l’ira degli dei, per Talarana fu…beh, lo saprete.

Lo ammetto, mi sento un po’ Carlo Lucarelli nel fare questa affermazione ma mettiamo per un attimo Atlantide da parte e concentriamoci sul logo della serie.

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Come a molti non sarà sfuggito non esiste ancora (nonostante le mie numerose e reiterate promesse) una completa cartografia del mondo. Questo in parte è dovuto al fatto che la mappa originale fosse fatta a mano (dal sottoscritto) e mai completata (una delle poche cose che non sono riuscito a portare a termine, purtroppo). Il logo (se guardate più sotto trovate la conferma cartografica) è nato proprio dall’osservazione della mappa e del mondo. Talarana è un impero e al tempo stesso un’entità sovranazionale, un insieme di regni che fa capo a una città capitale posta in mezzo all’oceano. Essa non ha reali domini nel mondo, si erge sospesa sopra le acque come una gemma e guida l’umanità con saggezza. Niente rende i talaranidi diversi dagli altri esseri umani, nessun tipo di primato li eleva al di sopra dei selthoniani o dei nareniani (che pure da essi discendono). I regni, compresa la città di Zolon, creano quindi cinque entità puntiformi nel mondo, messi a ugual distanza da un centro fisso, ecumenico. Non è un caso se nel mondo da me narrato le capitali, rivestano un ruolo così accentrato e decisivo (tanto da aver ipotizzato, almeno in un primo momento, la sola presenza di città stato alla greca) e che tutte (tranne Zolon e Junatar, ma questo lo vedrete nel terzo romanzo) siano state edificate sulla costa. Nello specifico questo ideale è rimasto, dal momento che sia Selthon che Naren rappresentano, a loro modo, due esempi di Talassocrazie (per questo si veda la civiltà minoica) .

La “stella di Talarana” rappresenta quindi la sua equidistanza e dunque non il primato, come il centro con la sua circonferenza.

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Una vaga cartografia del mondo della saga

Un pianeta, una lingua. Sulla questione linguistica

In passato mi è capitato di ricevere alcune critiche riguardo una svolta “semplicistica” riguardo la lingua. Questo, signori miei, non è dovuto alla mia carenza in materia fantastica, sociologica o antropologica ma è più che altro conseguenza diretta del fatto che il mondo possedesse solide radici comuni (linguistiche, economiche, culturali) delle quali Talarana fosse l’epicentro e insieme punto di scambio, una metropoli “universale” (qui inteso nell’accezione “comune a tutti”) che rappresentasse più un ideale che un centro di comando diretto. Talarana costituisce quindi insieme un mito, una realtà e una metafora di un processo umano, intellettuale e spirituale che trova il suo sviluppo all’interno di un discorso più ampio per il quale, probabilmente, non è questa la sede giusta né io la persona più adatta. Se qualcuno volesse passarmi l’accostamento, rappresenta una Torre di Babele pienamente riuscita, snaturata nei suoi ideali di competizione con la divinità. Come ho sempre sostenuto, alcuni libri possono essere letti a diversi livelli narrativi, è sufficiente conoscere la chiave di lettura adeguata.

La celeberrima Torre di Babele dipinta da Bruegel

La celeberrima Torre di Babele dipinta da Bruegel

Di nuovo, alla Carlo Lucarelli, vi chiedo di tornare ad Atlantide. Alcuni teorici di fantastoria e fantarcheologia sostengono che un tempo il nostro pianeta (la Terra) possedesse due Lune gemelle e che la caduta di una di esse abbia decretato al fine di Atlantide. O, a seconda della comodità, dei dinosauri. Nonostante non intenda esprimermi sulla veridicità o meno di queste affermazioni (io non c’ero), sotto un certo punto di vista  l’idea di vedere due lune in cielo mi ha sempre affascinato. A dire il vero, credo che siano proprio i due satelliti l’aspetto che a prima vista (mi) incanta maggiormente e quasi grida ad alta voce “hey,  è un fantasy!”.

Comunque, sebbene io non possa sbilanciarmi molto sulla questione, ripropongo un’anticipazione riguardo al terzo romanzo che riguarda proprio le due lune.

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Un po’ inquietante, non trovate?

La prima parte dell’approfondimento sul processo che mi ha portato a “costruire” il pianeta così come lo conoscete, termina qui. La seconda parte sarà on line a giorni e riguarderà ciò che si trova sotto la superficie, nello specifico i Domini Sotterranei. Un sentito ringraziamento va a un lettore della saga, Ico, che ha saputo darmi dritte molto utili per rendervi più leggibile e comprensibile l’enorme ammasso di informazioni che avevo cercato di condensare in un solo articolo.

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Trucco per scaricare gratis gli ebook da apple itunes senza registrazione

Volete scaricare tutti gli ebook da itunes ma non avete una carta di credito per registrare l’account?

Con questo trucco vi spiego passo passo come fare!  Se il post vi è stato utile non dimenticate di condividere e di lasciare un commento! Buona lettura!

Se poi volete sapere come leggere un ebook dal computer la risposta è in questo tutorial

1. Accedete a itunes cliccando qui e andate alla sezione libri (per ingrandire le immagini basta cliccarci sopra)

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2. Cliccate su ebook gratis

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3. Cliccate sulla copertina

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4. Cliccate su gratis. 

5. Si aprirà una finestra nella dovrete cliccare Crea ID Apple, nella nuova schermata cliccate su “Continua”

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6. Accettate le condizioni e andate avanti

7. Inserite tutte le informazioni richieste e andate avanti

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8. Nella schermata di pagamento selezionate Nessuno, inserite l’indirizzo e cliccate su “Crea un ID Apple”

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Fatto! Adesso non avete che mettervi comodi, prepararvi un the e iniziare a leggere Le Pietre di Talarana – Il Cacciatore di Pietre! Se il post vi è stato utile non dimenticate di condividere e di lasciare un commento!

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Costruire un personaggio – Seconda puntata – I Pari che non vedrete mai

Visto il successo della prima puntata ho deciso di proseguire con la serie di articoli riguardo il background dei miei primi dieci anni di attività letteraria.

In questa puntata vi svelerò i Pari che, per un motivo o per un altro, non sono diventati poi parte dei Nove.

Correva sempre l’anno 2000qualcosa, gli anni rampanti del fantasy, ero piuttosto fresco della lettura di Tolkien e della visione della trilogia di Jackson. Gli spettri dell’anello erano davvero una buona idea ma, personalmente, non rientravano nella mia idea di “nemici”. Volevo molti antagonisti che avessero carattere, spessore, insomma che si allontanassero dagli stereotipi. Avevo iniziato a scrivere da qualche tempo e, al momento, i Pari non avevo neanche idea di cosa fossero. Anzi, se devo essere sincero, all’inizio dovevano esserci solo Lilith e Astaroth. Solo successivamente crebbe in me l’idea di una sorta di corte, un assembramento infernale di individui letali e pericolosi che potessero, con le loro diversità, rappresentare le numerose varianti del concetto di “male”.Risalgono sempre allo stesso periodo i miei studi sulla Cabala ebraica e il mio avvicinamento a testi e saggi sull’argomento stregoneria e demonologia che, a loro modo, hanno contribuito a influenzare la creazione di alcuni personaggi. Sarebbe riduttivo, da parte mia, dire che mi sono ispirato alla sola tradizione esoterica. Di fatto, direi una bugia bella e buona.

Come già accennato nella prima puntata, Minstrael deve parte del suo concept al Pifferaio di Hamelin, al quale sono state aggiunte caratteristiche demoniache per accentuare quelle non del tutto esplicitate dalla leggenda. Così allo stesso modo Argo rappresenta una reinterpretazione dell’Argo Mitologico. Il bacino di ispirazione, con un certo senso della retrospettiva, è molto più ampio di quanto io stesso riesca, talvolta, a considerare. Non sempre però i personaggi si rivelano adatti a una storia e in qualche occasione alcuni tratti o caratteristiche sono stati scartati o modificati in corso d’opera. Alcuni tra i Pari, nonostante in un primo momento dovessero comparire (e in certi casi avere anche un discreto peso nell’economia della saga) sono stati eliminati, modificati e riassorbiti da altri.

Abalam

In un primo momento sarebbe dovuto essere un Pari di alto rilievo, tanto da essere equiparabile con Lilith o con Mefistofel. Un’altra versione lo vede come “Primo tra i Pari” addirittura precedente alla comparsa di Behelstedor: questa versione è rintracciabile in una strofa tagliata dal Canto iniziale. Non veniva citato esplicitamente per nome ma era diretta a lui.

Un Servo Fedele divenne l’araldo,

Da quel giorno il suo spirito divenne più saldo.

Il Primo Signore non lo risparmiò,

Un nuovo padrone a sé lo portò.

La sua storia era stata appena abbozzata e non si è spinta molto oltre a un breve concept. Il nome Abalam è stato successivamente utilizzato come nome dell’impero originario retto da Behelstedor e da Lilith.

Gargantua e Pentagruele  

Chi di voi ha masticato un po’ di letteratura conoscerà senza dubbio questi due personaggi comparsi nelle opere di Rabelais , rispettivamente padre e figlio. Entrambi giganteschi e con un appetito infinito (pentagruelico ndr) erano stati per me una vera e propria rivelazione ai tempi del liceo, questo soprattutto grazie ad alcune rappresentazioni di Gustave Doré. Di per sé l’idea era molto accattivante ma presentava un problema non da poco: i Pari sono esseri unici e irripetibili (non si nasce Pari, lo si diventa) e tendenzialmente immortali (anche se sarebbe più corretto dire che sono solo molto difficili da abbattere). La sola idea che uno di essi abbia la possibilità di generare uno o più discendenti aprirebbe non poche controversie legate all’equilibrio di poteri dei domini sotterranei. Un esercito costituito da Pari (o anche solo mezzi Pari), se da un lato potrebbe sembrare una potenza invincibile, dall’altro finirebbe per rivolgersi contro sé stessa. Scartai quindi (un po’ a malincuore, lo ammetto) l’idea. Al loro posto, sempre decidendo di optare per la trasposizione di un personaggio letterario, optai per Shakespeare e scelsi di inserire Calibano, divenuto poi Kaliban, perfetto riflesso della natura selvaggia e incontrollabile del draghiere demoniaco.

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Illustration of Pantagruel for the Fourth Book in the Pantagruel and Gargantua series by François Rabelais, published in Oeuvres de Rabelais (Paris: Garnier Freres, 1873),vol. 2, Book IV, ch. XXXV, opposite title page in the book.

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Illustration of the Prologue that appears in book 1 of Gargantua and Pantagruel by François Rabelais published in The Works of Rabelais, translated by Sir Thomas Urquhart of Cromarty and Peter Antony Motteux. Published in 1894.

 Tifone

Vista la mia passione (nemmeno tanto segreta) per la mitologia greca, avevo deciso di proseguire sulla scia già intrapresa con Argo per caratterizzare un altro dei Pari, scegliendo come ispirazione il Titano Tifone. La scelta era piuttosto affascinante e ispirata ma durò poco(esistono pochi e confusi disegni in proposito, l’unico dei quali rappresentava un vago essere alato) e questo Pari fu poi scartato per lasciare spazio a un altro personaggio dotato di ali, Hyperion. Il rischio era rappresentato da inserire due personaggi potenzialmente molto simili e, vagliati gli aspetti positivi e negativi di entrambi, il titano ha finito per essere accantonato.

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Tifone – Le Pietre di Talarana – All Rights reserved

 

Conclusioni

Sono molto affezionato ai Pari attualmente esistenti e, tutto sommato, non mi pento di aver operato queste scelte. In più di un’occasione mi sono chiesto se non fosse stato opportuno aggiungere un altro Pari dalle sembianze femminili, a tal proposito è stata inserita Ekates che, nella funzione di “figlia di Lilith” assolve in parte questa funzione, mantenendo però un profilo piuttosto basso. Banalmente, anche questa scelta di non inserire un altro personaggio femminile “forte” tra gli antagonisti è più che altro dovuta all’ingombrante presenza della Reggente e alla sua totale predominanza su ogni altro personaggio. Lilith è un personaggio così gigantesco ed egocentrico che necessita di avere un certo isolamento, un senso di distacco che la renda lontana da ogni altro presente nella serie. Magari, in futuro, dedicherò un intero articolo alla sua costruzione.

Anticipazioni

Nel corso dei primi due articoli mi sono dedicato ai Pari e al processo che negli anni mi ha portato alla loro caratterizzazione. Questa scelta è in parte almeno dovuta al fatto che alcuni di loro sono tra i personaggi meglio riusciti della serie. Il prossimo articolo riguarderà invece uno dei protagonisti più complessi e controversi della saga, quello che ha rischiato di tirare le cuoia in più di un’occasione (e si è sempre salvato) e sul quale, dopo Greg, ci sarebbe di più da parlare.

Nella prossima puntata, Il mestiere complicato del maestro. Indovinate di chi parlerò?

Il vostro affezionato

AHD

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Anteprima Le Pietre di Talarana 3

Aggiornamento 13.12

Vista l’ormai imminente uscita del libro, il download dell’anteprima è momentaneamente sospeso. L’anteprima sarà ripristinata in concomitanza con l’uscita del romanzo nella sua versione definitiva. L’autore si scusa per il disagio e invita i lettori a pazientare solo pochi giorni.

E’ molto che non scrivo (qui sul blog), lo ammetto. Ammetto anche che venirsene fuori ogni tanto per fare qualche annuncio non sia la strategia migliore per avere risultati apprezzabili in termini di coinvolgimento.

Bando alle ciance e dopo il preambolo lasciate che vada al sodo: nuntio vobis gaudium maximum, ho deciso di rilasciare i primi due capitoli de Le Pietre di Talarana III come anteprima per tutti i lettori, scaricabile in formato ebook (gratis, come sempre in queste occasioni).

Per scaricarlo è sufficiente cliccare sulla copertina per essere reindirizzati alla pagina smashwords per il download nel formato che preferite. Sì, c’è pure il pdf fantasy gratis. Lo ripeto per quelli che non erano attenti.

Le Pietre di Talarana 3, ebook fantasy gratis, le pietre di talarana, alessandro h. den

Questo perché nel corso dell’ultimo mese e mezzo la velocità di stesura del romanzo ha registrato un record e quindi ci sono buone (ora forse sto esagerando con l’ottimismo) possibilità che il terzo romanzo della Saga Le Pietre di Talarana sia disponibile per dicembre 2013. O gennaio 2014. In ogni caso per quando farà freddo.

Il titolo, chiaramente, è ancora top secret ma credo che con due capitoli e un po’ d’astuzia siate in grado di arrivarci da soli.

Inutile ribadire che commenti e feedback siano sempre i benvenuti.

Il vostro affezionato,

AHD

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