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19 febbraio 2017 · 2:33 pm

Le Pietre di Talarana IV – L’Avvento del Tiranno

le pietre di talarana iv l'avvento del tiranno Sinossi Il tempo degli ultimi miracoli è ormai giunto e, con il favore di Uriadrel, i domini sotterranei si preparano a combattere fino all’ultimo demone per il ritorno di Behelstedor. Greg e i suoi compagni saranno coinvolti in una lotta contro il tempo e in uno scontro totale il cui esito è appeso a un filo. Niente e nessuno sarà più come prima. Contiene i seguenti extra: – Il “Compendium” la prima guida ai personaggi e ai luoghi della Saga Le Pietre di Talarana – Enciclopedia delle Arti Magiche Link acquisto Amazon http://goo.gl/DmKhgV Kobo http://goo.gl/gPrxZH iTunes http://goo.gl/aTZGJ8


Non è mai semplice finire un libro, così come non lo è mai cominciarlo. Non è mai semplice iniziare un percorso, tantomeno lo è portarlo avanti e svolgerlo in ogni sua parte. Le Pietre di Talarana IV è il frutto di oltre undici anni (precisamente oggi 8 marzo) di fatiche, notti insonni, fogli stracciati e frasi cancellate. Una volta ho detto che il libro è per me ciò che accade nel corso della stesura: Le Pietre di Talarana IV è stato molte cose per me. Ho parlato di come il numero 4 rappresenti per me la chiave di volta, il tassello che inserisce gli elementi per arrivare alla conclusione della vicenda. In questo, ammetto, c’è molto di vero. Scrivere questo romanzo è stato e rappresenterà sempre l’icona di un momento appagante, lungo e complesso della mia vita, esattamente come lo è la storia che ho narrato, allo stesso modo in cui lo è la storia di ognuno di voi. Ringrazio tutti per la pazienza e la fiducia dimostrata negli anni. Nello specifico, oltre a chi abitualmente ringrazio (e che, per molte cose, in questa occasione sembra abbiano aspirato alla santità) vorrei ringraziare tutti i lettori beta che hanno contribuito a limare la stesura con i loro pareri e osservazioni, abilissimi scova errori a cui va buona parte del merito se in questa occasione i refusi saranno più esigui del solito. Grazie a tutti.

AHD

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Costruire un personaggio – Terza puntata – Il mestiere complicato del maestro

Come anticipato alla fine dello scorso articolo, stavolta parlerò di come è nato e si è sviluppato il personaggio di Dovan, maestro di Greg, super mago (qualcuno in passato l’ha definito così, se non erro) ed essere umano particolarmente incline a farsi coinvolgere in piani complessi.

Non nascondo che il sottoscritto è piuttosto affezionato a questo personaggio (attenzione, ciò non significa che sia il mio personaggio preferito o quello nel quale io mi identifichi ndr.), forse perché, più di altri, è capace di mettersi in gioco, fallire e rialzarsi.

dovan, le pietre di talarana, l'ombra del tiranno, ebook fantasy

Uno dei rari disegni di Dovan. A fianco, Greg, in basso Andrew. Lo ammetto, la veste non è proprio il massimo della comodità.

Quando si affronta il tema del mentore si entra in un ginepraio non indifferente, articolato nei seguenti punti:

– Il cliché del mentore.

Lo so, non ci si può far niente, da Merlino ad Alec Guinnes è sempre la solita solfa. Il mentore saggio, paterno, stimato che concorre all’educazione dell’eroe della storia. Doveroso, da parte mia, ammettere che a sedici anni non ero assolutamente in grado di concepire perfettamente come dovesse comportarsi un maestro. Diciamo che in questo l’esperienza scolastica non mi è stata affatto d’aiuto.

Alec Guinnes

Alec Guines/Obi Wan con la nota espressione preoccupata

– Le cose non dette.

J.K. Rowling insegna che non sempre sia semplice per un maestro raccontare al pargolo tutta la verità e nient’altro che la verità. La preparazione adeguata del prescelto può variare ma la reazione è sempre la stessa, da ambo le parti. Con una certa baldanza devo aggiungere che la madre di Harry Potter mi ha creato non pochi problemi e che io sia stato costretto in più di un’occasione a modificare la storia di Dovan proprio sulla base di alcune idee da lei utilizzate.

"Harry, devo dirti una cosa…"

“Harry, devo dirti una cosa…”

– Il senso dell’umorismo.

Trovo che ogni maestro abbia in sé un piccolo essere sadico che li spinge a usare immani dosi di ironia, più o meno velata. Dovan non fa eccezione.

Merlino

L’impagabile umorismo di Merlino

Il Personaggio

Quando ho deciso di inserire questa figura cardine ho pensato, nel mio piccolo, di apportare piccole modifiche alla sostanza. Andiamo con ordine:

Venerabile Mago.

Idea scartata, avevo bisogno di un mago guerriero di prima categoria, uno in grado di tener testa a un esercito (o quasi) e che avesse un certo fascino. In questo ammetto che molto ha influito un particolare avvenimento presente nel corpus arturiano, quello dell’incontro tra Merlino e Viviana. Per chi non conoscesse questo evento, basti sapere che l’arzillo vecchietto si trasformò in un giovane per sedurre la bella fanciulla. Lei rimase così sbalordita dalle arti del mago che, anche una volta scoperto il trucco, vide bene di tenerselo stretto. Secondario è che, dopo essersi fatta insegnare ogni incantesimo, lei abbia pensato bene di rinchiudere il mago in una torre invisibile fatta d’aria. Dettagli. Per il personaggio di Dovan ho deciso quindi di sfruttare la leggenda sul celebre mago e riadattarla.

– I capelli bianchi.

Ammetto che inizialmente l’idea dei capelli bianchi era rimasta più che altro per favorire l’associazione di idee. In seguito (per questo si veda la fine di L’Erede di Talarana) la condizione dei capelli bianchi (condivisa anche con Samarlec) divenne il tratto distintivo di ogni mago di una certa caratura. Nel concept del personaggio, l’acconciatura da mago dovrebbe essere costituita da dreadlock (sì, come i rastafariani) solo che non sono riuscito a trovare un termine che meglio li potesse esprimere nel contesto fantasy. Quindi adesso sapete cosa sono le famose “trecce” che i due maghi condividono.

– Le origini. Questione spinosa.

test_dna

Il mago ha cambiato almeno tre o quattro volte i rapporti di parentela. Il passato del mentore non è mai una cosa semplice da trattare. Di solito si dividono in due categorie: quelli che nascondono scheletri nell’armadio e quelli con un’esistenza idilliaca alle spalle. Dovan per un bel po’ ha saltellato in entrambe le zone. All’inizio doveva essere figlio di un mago e della figlia di un alto dignitario selthoniano (idea usata poi per un altro personaggio). Una volta entrato a corte sarebbe stato ostracizzato per motivi non del tutto precisati. Scartata perché banale. La versione successiva prevedeva che fosse sempre membro della corte, con un certo peso politico, tanto da essere considerato un diplomatico. Scartata perché avrebbe complicato, e non poco, i già tesi rapporti con la Cancelleria imperiale. La penultima lo vede come figlio del re di Selthon (nella prima stesura, datata 2004, l’impero non esisteva ancora) e sostanzialmente diviene il figlio rinnegato. Scartata perché la differenza di età in questo caso non era tale da poter rendere la cosa fattibile. In più, se avessi scelto questa opzione, avrei dovuto rinunciare a molte idee che all’epoca mi stavano venendo sul suo rapporto con il rivale Samarlec. La versione definitiva (spero che abbiate tutti letto L’Erede, sennò tappatevi gli occhi e andate avanti), è esattamente quella attuale.

– L’infallibilità.

Dovan è tutt’altro che infallibile. Non è certo il più sprovveduto ma non è sicuramente il maestro che sarebbe lecito aspettarsi. Esiste un momento esatto e piuttosto netto, nel quale Dovan decade dalla figura di maestro (agli occhi di Greg, perlomeno), liberandosi, almeno in parte, di una responsabilità non da poco. Forse il titolo di guida o consigliere sarebbe molto più appropriato.

– L’umanità.

Insieme a Mark è forse uno dei personaggi più umani (inteso come riflesso dell’umana natura) presente nella saga. Ha un passato che lo tormenta, del quale non sempre riesce a parlare e la sua missione lo ha portato a fare scelte disastrose per la sua vita privata. Insomma è un personaggio che ha sofferto, che ha cercato di andare avanti, senza per questo mai dimenticare, ha guardato e sperato in un futuro migliore. In questo, credo che ognuno di noi ne sappia qualcosa.

– La persistenza. Altrimenti nota come “longevità del personaggio”.

Dovan è quello che tra i personaggi ha rischiato più volte di sparire dalla serie in maniera definitiva (leggasi, morte) e non va inteso come “ha rischiato di essere sopraffatto” ma più che altro come “l’autore ha cercato di sopprimerlo”. Esempi di questo sono rintracciabili ne la prima metà de L’Ombra del Tiranno, nello scontro nel Leviros contro Samarlec e nella battaglia delle isole Koronne. La sparizione del mentore di solito rappresenta un momento di passaggio simbolico nel percorso di crescita del protagonista/apprendista che sopraggiunge di solito quando il suo livello di conoscenza si equipara a quello del maestro, tanto da rendere quest’ultimo un personaggio superfluo. Certo, la presenza in un certo modo resta (Star Wars ne da una prova molto significativa) e continua a incidere nella vita del protagonista sebbene non con le stesse modalità di prima. Dal momento che la morte del maestro (che fa tanto decapitazione della metafisica…) si verifica nel 90% del fantasy ho deciso di interrompere questo fastidioso cliché e ho messo da parte (per il momento) i propositi di morte. Quello che fondamentalmente è stato d’aiuto nel salvarlo è stata la sua capacità di adattarsi, il suo essere un po’ camaleontico, che fa di lui un personaggio largamente adattabile.

Conclusioni

Come intuibile la lunga retrospettiva su Dovan si esaurisce qui. Ci sarebbe altro da dire ma costituirebbe probabilmente motivo di spoiler per i prossimi romanzi. Nel dubbio, meglio tacere. Il prossimo personaggio sarà…il mondo della serie. Se pensavate che costruire un personaggio fosse complesso, figuriamoci un mondo intero.

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Anteprima Le Pietre di Talarana 3

Aggiornamento 13.12

Vista l’ormai imminente uscita del libro, il download dell’anteprima è momentaneamente sospeso. L’anteprima sarà ripristinata in concomitanza con l’uscita del romanzo nella sua versione definitiva. L’autore si scusa per il disagio e invita i lettori a pazientare solo pochi giorni.

E’ molto che non scrivo (qui sul blog), lo ammetto. Ammetto anche che venirsene fuori ogni tanto per fare qualche annuncio non sia la strategia migliore per avere risultati apprezzabili in termini di coinvolgimento.

Bando alle ciance e dopo il preambolo lasciate che vada al sodo: nuntio vobis gaudium maximum, ho deciso di rilasciare i primi due capitoli de Le Pietre di Talarana III come anteprima per tutti i lettori, scaricabile in formato ebook (gratis, come sempre in queste occasioni).

Per scaricarlo è sufficiente cliccare sulla copertina per essere reindirizzati alla pagina smashwords per il download nel formato che preferite. Sì, c’è pure il pdf fantasy gratis. Lo ripeto per quelli che non erano attenti.

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Questo perché nel corso dell’ultimo mese e mezzo la velocità di stesura del romanzo ha registrato un record e quindi ci sono buone (ora forse sto esagerando con l’ottimismo) possibilità che il terzo romanzo della Saga Le Pietre di Talarana sia disponibile per dicembre 2013. O gennaio 2014. In ogni caso per quando farà freddo.

Il titolo, chiaramente, è ancora top secret ma credo che con due capitoli e un po’ d’astuzia siate in grado di arrivarci da soli.

Inutile ribadire che commenti e feedback siano sempre i benvenuti.

Il vostro affezionato,

AHD

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L’Ombra del Tiranno – Edizione Speciale – ebook fantasy gratis!

Per scaricare Le Pietre di Talarana – L’Ombra del Tiranno gratis cliccate sulla copertina, opera, tra l’altro, della fantastica Camilla Ceccatelli, art director della Saga. Per scaricare la prima parte del romanzo vi è sufficiente quindi mettere “mi piace” alla pagina Facebook, attendere il refresh della pagina e cliccare sulla copertina. Se vi piace, potete trovare il resto dell’ebook qui al costo di un caffè.

Per sapere come leggere un ebook direttamente dal pc vi rimando a questa breve guida

Se vi è piaciuto e incuriosito, se avete commenti, critiche o recensioni sarò ben felice di ricevere, leggere e pubblicare i vostri pareri!

Buona lettura!

AHD

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L’Erede di Talarana 1° recensione!

Recensione a cura di Valentina del blog my-empty-purse.blogspot.it

Valentina ha già recensito L’Ombra del Tiranno tempo fa e potete trovare il suo pensiero a riguardo nel settore recensioni. Non perdetevi inoltre il concorso sul suo blog che mette in palio ben tre copie de L’Ombra del Tiranno! Lo avete già? E’ la buona occasione per regalarlo a qualche amico!

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“Voglio iniziare a parlarvi di questo libro, partendo dalla trama del primo volume della saga, l’erede è, infatti, il secondo volume. Il primo è L’ombra del tiranno.

“Durante una tempesta, la nave dove viaggia il sig. Oltan, Sovrintendente del Commercio Transoceanico dell’impero di Selthon, naufraga. Lui sarà l’unico superstite, grazie all’intervento di Dalagoth, una creatura magica, un genio delle acque, che in nome dei padri celesti lo salva e gli affida un bambino, con il compito di allevarlo come un figlio e di prepararlo per il suo destino, in particolare facendogli studiare la magia.
Cresciuto, il padre, disattendendo le parole di Dalagoth, non vuole che il figlio diventi un mago, ma vorrebbe che gli succedesse nella sua carica.
Greg, questo è il suo nome, non vuole diventare sovrintendente e nonostante il parere contrario del padre decide, insieme ai suoi amici Mark, Lisa e Andrew, di imparare le arti magiche dal maestro Dovan.

La sua vita a Selthon scorre normale fino a che viene rubata una pietra, un incidente mette a rischio la pace con l’altro grande impero, quello di Naren e forze ben più grandi e oscure, i demoni, agiscono per venire alla luce e rispendersi la terra, dopo che mille anni fa gli angeli li cacciarono e li costrinsero in cattività nel sottosuolo. Ora Greg deve adempiere al suo destino.”

E infatti, come mi accade spesso, quando il primo volume è un ni, il secondo vola alto. Quasi come se il primo servisse solo a scaldare i motori, prima di far balzare la storia in testa alla mia personale classifica!!! Non soltanto mi è piaciuto molto più del primo, ma mi ha perfino sorpreso.

“La guerra è scoppiata, il cancelliere si è auto-proclamato imperatore di Selthon e ha dato ordine di attaccare Naren, per distruggerla mentre i demoni cercano d’impossessarsi di un’altra pietra. Ora, per Greg e i suoi compagni, per Naren stessa, è solo una corsa contro il tempo”

Non ci sono più le contraddizioni presenti nell’Ombra, Greg è finalmente ben delineato e così anche gli altri personaggi, sia vecchi che nuovi, si presentano completi e piacevolmente complessi . Ho iniziato ad affezionarmi a loro e in particolare al temibile Lord Astaroth, che sono sicura ci riserverà delle sorprese.
Sono sincera non vedo l’ora di leggere il terzo.

“Abbiate fiducia negli uomini. Sono in molti che concorrono a costo della loro vita per creare un mondo migliore. Prima della fine, tutti dovranno agire sotto un’unica bandiera”

So che mi sono concentrata più sul primo e del secondo non vi ho detto praticamente nulla..ma non voglio fare spoiler essendo un secondo capitolo. Se volete conoscere il mondo di Talarana, Greg, chi è e cosa è diventato, il suo antagonista Lord Astaroth e gli altri..beh temo che dovrete leggerlo!!

voto:****

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…Magia bianca, Magia nera, Magia boh!

Nel mondo del fantasy è piuttosto radicato il concetto di diversificare la magia bianca dalla magia nera con i relativi effetti che questa scelta, di campo (siamo, dopotutto, in tempi di par condicio) implicano.

L’equazione è semplice.

Magia bianca= buoni, belli e bravi che (di solito) vogliono salvare il mondo

Magia nera = cattivi, pessimi e talvolta meschini

Ora, il concetto è fortunatamente più complesso di così, nel tempo si sono affermate consuetudini riguardo al fatto che la magia bianca si occupi più che altro di tecniche di guarigione materiale e spirituale e che la magia nera non sia altro che una diversa interpretazione della magia elementale. Harry Potter, per citarne uno, ci insegna che chiunque può utilizzare qualunque incantesimo senza distinzioni di sorta, eccezion fatta per le maledizioni senza perdono.

Menzione diversa meriterebbero la magia oscura (non nera), la magia divina e le tecniche di invocazione ma visto che stiamo parlando della mia Saga e quindi mi aspetto che siate interessati a questa, taglierò corto.

L’idea per quelli che sono gli incantesimi più comunemente usati prende spunto, ovviamente, dalla magia elementale. Vi sono infatti le varie classi con gerarchia di cinque incantesimi ciascuna e ognuno degli incantesimi fa capo a uno spirito della catena elementale.

Si tratta, in sintesi, di magia ibrida, combinata con l’invocazione. Mi spiego: nel momento in cui Gregris utilizza una mejrama, in quel momento richiede la materializzazione del terzo spirito della catena del fuoco, nella fattispecie Ignis. Non essendo Ignis uno spirito della categoria superiore (ovvero la quarta e la quinta) non si manifesta sul piano materiale nella sua interezza ma come sfera di fuoco ardente.

Dalagoth, per contro, rappresenta invece il quinto spirito della catena delle acque, detto anche Genio o Principe della Catena. In questo caso, previo l’utilizzo di enormi quantità di energia spirituale, è possibile che l’essere si manifesti in forma fisica nel mondo materiale.

Anni fa, parecchi a dire il vero, maturai questa concezione dopo uno scambio di opinioni con una persona la quale, sosteneva che “in ogni caso la magia presupponesse il piegare la natura al proprio volere”. Sulla base di questa illuminante affermazione decisi di formulare il mio proprio concetto di magia e incantesimo. Quando Dovan utilizza una dandaruna per annientare i goroi a Renodia è come se il terzo spirito della catena del tuono si piegasse consapevolmente al suo volere, di fatto aiutandolo a compiere quell’impresa. Di contro, quando Lord Astaroth utilizza il suo fuoco nero a Selthon, detto anche mejranira o mejarama nira, egli piega volontariamente lo spirito al proprio volere che, in questo caso specifico, si esprime come una versione “in cattività dello stesso”.

E’ una differenza all’apparenza banale ma particolarmente significativa ai fini dello sviluppo della storia, fidatevi.

Il semprevostro affezionato 

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