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Le Pietre di Talarana IV – L’Avvento del Tiranno

le pietre di talarana iv l'avvento del tiranno Sinossi Il tempo degli ultimi miracoli è ormai giunto e, con il favore di Uriadrel, i domini sotterranei si preparano a combattere fino all’ultimo demone per il ritorno di Behelstedor. Greg e i suoi compagni saranno coinvolti in una lotta contro il tempo e in uno scontro totale il cui esito è appeso a un filo. Niente e nessuno sarà più come prima. Contiene i seguenti extra: – Il “Compendium” la prima guida ai personaggi e ai luoghi della Saga Le Pietre di Talarana – Enciclopedia delle Arti Magiche Link acquisto Amazon http://goo.gl/DmKhgV Kobo http://goo.gl/gPrxZH iTunes http://goo.gl/aTZGJ8


Non è mai semplice finire un libro, così come non lo è mai cominciarlo. Non è mai semplice iniziare un percorso, tantomeno lo è portarlo avanti e svolgerlo in ogni sua parte. Le Pietre di Talarana IV è il frutto di oltre undici anni (precisamente oggi 8 marzo) di fatiche, notti insonni, fogli stracciati e frasi cancellate. Una volta ho detto che il libro è per me ciò che accade nel corso della stesura: Le Pietre di Talarana IV è stato molte cose per me. Ho parlato di come il numero 4 rappresenti per me la chiave di volta, il tassello che inserisce gli elementi per arrivare alla conclusione della vicenda. In questo, ammetto, c’è molto di vero. Scrivere questo romanzo è stato e rappresenterà sempre l’icona di un momento appagante, lungo e complesso della mia vita, esattamente come lo è la storia che ho narrato, allo stesso modo in cui lo è la storia di ognuno di voi. Ringrazio tutti per la pazienza e la fiducia dimostrata negli anni. Nello specifico, oltre a chi abitualmente ringrazio (e che, per molte cose, in questa occasione sembra abbiano aspirato alla santità) vorrei ringraziare tutti i lettori beta che hanno contribuito a limare la stesura con i loro pareri e osservazioni, abilissimi scova errori a cui va buona parte del merito se in questa occasione i refusi saranno più esigui del solito. Grazie a tutti.

AHD

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8 marzo 2004

 

Cronologia 2004-2014

Cronologia Le Pietre di Talarana 2004-2014, clicca per ingrandire

Oggi.

Ventisei anni, quasi ventisette. Parecchie cose scritte, numerosi progetti, scadenze e macchinosi diagrammi.

Dieci anni fa.

Quella volta ne avevo sedici, quasi diciassette.

Ricordo dov’ero e più o meno con chi ero. Era mattina, c’era il sole (era anche la festa della donna ma questo conta poco ai fini della storia. O, a esser precisi, si tratta di un’altra storia). Una parola, un concetto, era sul punto di cambiare un bel pezzo di me per gli anni a venire. Quella parola, ieri come adesso, è Talarana.

Vorrei tornare indietro e ritrovare quel più giovane me. Ne avrei di cose da dirgli ma forse finirei per dirgliene solo una e, credo capirebbe. Ero abbastanza sveglio da afferrare i buoni consigli, soprattutto se ero io stesso a darmeli.

“Hai fatto bene a non abbatterti”.

Perché in effetti è andata così, non mi sono abbattuto, mai. Porte in faccia, rifiuti, delusioni ma anche gioie, momenti belli e quelle due o tre soddisfazioni che ti ripagano delle fatiche. Questi sono stati i miei dieci anni di Talarana.

Tanti auguri Talarana, tanti auguri Alessandro H. Den.

 

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Le Pietre di Talarana III – La Congiura delle Lune

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La strada verso Junatar nasconde pericoli e sfide al di là di ogni immaginazione mentre sull’impero si abbattono i castighi del neo imperatore. Nel tempo degli ultimi miracoli, tutte le certezze verranno meno: neppure il cielo resterà indenne dai cambiamenti e lo spettro di un’antica congiura metterà a repentaglio tutto ciò per cui Greg e i suoi compagni si sono battuti.

Pagine: circa 300
Prezzo: 1,99 €

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Costruire un mondo – seconda puntata – La Terra cava

Dopo aver tracciato i lineamenti di ciò che si trova sopra la superficie, vale la pena spendere due parole per parlare di cosa si trova sotto. Inizialmente pensavo di creare una vaga dimensione nella quale collocare i Pari e la loro compagine. Successivamente è intervenuto qualcosa che mi ha fatto cambiare idea. Sebbene a un primo sguardo l’associazione logica (e teologica) porti a collocare i demoni in un oltretomba sotterraneo, ho deciso di smarcarmi da quella che considero una soluzione “di comodo”, in funzione delle teorie note come “la terra cava”. Questo è avvenuto proprio in virtù del fatto che i “miei” demoni non si dilettano nel tormentare anime dannate con supplizi e laghi di fuoco e che quindi non si potesse in alcun modo pensare che avessero una funzione “Oltremondana”. Di fatto, nella mia saga, non esistono chiari accenni a ciò che accade “dopo” la morte oppure se esistano un paradiso o un inferno. Stando a quanto detto ne L’Ombra del Tiranno, le anime tendono a rimanere “in circolo” divenendo coscienza spirituale ma niente più di questo.

Terra Cava

Terra Cava

Tornando alla Teoria della Terra Cava, essa ebbe il massimo sviluppo tra il 1800 e gli inizi del 1900 grazie all’avanzamento parallelo di alcune pseudoscienze (si veda a tal titolo l’antroposofia), i circoli medianici e alle influenze (e ingerenze) non indifferenti di alcuni gruppi esoterici di stampo nazionalista (a tal proposito si veda la Società di Thule). Per farla breve e senza entrare troppo nello specifico, la teoria parte dal presupposto che sotto la crosta terrestre si trovi una cavità enorme e concentrica, della quale noi rappresenteremmo solo lo strato superiore. Sotto di noi si troverebbe esattamente un altro mondo fatto di terre e mari (da questo Jules Verne con “Viaggio al centro della Terra” trasse non pochi benefici), sconosciuto e abitato dalle creature più disparate e perdute. Tralasciando di porre troppo l’accento sulle ragioni più o meno fantasiose che spingevano questi gruppi a studiare l’argomento (si va da misteriose caverne nelle quali si troverebbero Maestri di Saggezza, alle prove dell’esistenza di una razza “ariana” leggendaria) posso dire che personalmente ho trovato questa teoria il punto di partenza più soddisfacente dal quale sviluppare la costruzione dei famigerati domini sotterranei. Non è un caso, infatti, se la Guerra Artica abbia luogo proprio nel nord del pianeta: era opinione comune, per i sostenitori della teoria, supporre che l’ “ingresso” a questo mondo “occulto” si trovasse proprio al polo.

Ecosistema

Ancora i soliti luoghi comuni vorrebbero che ciò che si trova “al di sotto” sia lugubre e oscuro. Questo a mio avviso è più dovuto alla mera constatazione biologica del fatto che in condizioni di luce scarsa (bagliore diffuso, crepuscolare) i pigmenti di clorofilla tendano al rosso/bruno. Impensabile quindi trovare lussureggianti (e verdi) selve nei domini sotterranei. Aspettatevi più che altro di trovare foreste brune e terra brulla. Inoltre non esistono fenomeni atmosferici rilevanti (ad eccezione di luoghi particolari) che di fatto rendono il mondo sotterraneo piuttosto stabile.

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Baiamondo Vs. Talarana

Il mondo sotterraneo (estensione naturale dei domini) presenta un surplus di terre rispetto alla presenza di mari, laghi e corsi d’acqua. Se Talarana rappresentava il centro fisso del mondo, il riferimento verso il quale tutti gli uomini e i regni guardavano, il Baiamondo rappresenta il centro errante dei domini sotterranei. Se a un primo impatto le due cose potrebbero somigliarsi, poiché entrambe condividono alcune caratteristiche di accentramento,  la mobilità del centro implica in realtà una serie di conseguenze capaci di tracciare enormi differenze. Talarana, con la sua immobilità, rappresentava un centro fisso che non poneva un reale giogo, ponendosi come entità sovranazionale col valore di guida. Il Baiamondo, la reggia viaggiante, rappresenta invece un polo di potere e terrore, in grado di spostarsi e soggiogare a proprio piacimento e secondo necessità. Costituisce, probabilmente, l’apice e il simbolo più alto del tremendo potere che vede nei Pari e in Lilith la realtà manifesta, un’ombra capace di incutere timore e controllo. Allo stesso modo dei regni nei confronti dell’impero, le città dei domini sotterranei sono subordinate in maniera diretta al controllo del Baiamondo, almeno per quanto riguarda l’approvvigionamento e le risorse. La reggia ospita al suo interno un incredibile apparato amministrativo, guarnigioni fisse e alcuni Pari con il loro seguito. Questo implica, con un’allusione nemmeno tanto velata, la necessità di continui approvvigionamenti, rendendola una macchina “statale” costantemente affamata e avida di risorse.

Il Baiamondo

Il Baiamondo

Inizialmente la reggia era stata concepita sul modello del Pandemonium del Paradise Lost, costruito da Satana per accogliere al suo interno tutti i suoi angeli caduti. Si trattava, nelle parole di Milton, di un’imponente reggia d’oro massiccio, nata dalle fiamme. Per quanto sia impossibile negare il fascino che l’opera di Milton ha sempre avuto su di me, ho di nuovo sentito l’esigenza di apportare cambiamenti adeguati alla funzione. L’inferno di Satana è una realtà “teocratica” nella quale esiste un solo indiscusso comandante. I domini sotterranei sono invece costellati di città isolate e disgiunte, non organizzate in veri e propri regni, dove il potere è esercitato più nella forma di Tirannide (o al più oligarchia), legata all’ego del Pari che la domina. Più di una reggia statica, per contrastare l’iniziativa personale, non poteva esistere soluzione migliore della reggia errante.

Teogonia

Ancient of Days, William Blake

Ancient of Days, William Blake

Il sistema teogonico è forse uno dei più grandi e macchinosi artifici che si cela dietro alla saga. E’ un sistema complesso, derivato dallo studio di numerosi pantheon e mitologie ma che può più o meno essere riassunto e semplificato come segue:

– Heinar, il dio bambino, mente e Padre di tutto l’universo.

– Pilastri dell’universo, i quattro spiriti creati da Heinar sui quali la materia ha preso forma. L’apparente incongruenza riguardo al perché dei perfetti sconosciuti (prendendola larga, alieni) come gli Angeli Dorati siano depositari di questo tipo di coscienza cosmica è derivata dal fatto che questi spiriti siano rintracciabili in ogni pianeta creato dal Dio. Sotto forme diverse, in una concezione molto simile all’idea platonica (più ci si allontana dall’Iperuranio più l’idea si modifica e perde parte della sua essenza iniziale), essi sono una sorta di eredità che si sono portati dietro dopo la distruzione di Mideree.

– Divinità Planetarie. Creati a coppie, sono i Figli di Heinar, nati dopo gli Angeli. Superiori a quest’ultimi, furono inviati dal Dio su ogni pianeta per creare la vita a loro volta. Sono così tanti i pantheon che vedono l’esistenza di due capostipiti generatori di vita che non sto neanche a elencarveli.

– Spiriti delle Catene. I primi figli di ogni coppia planetaria, delegati al controllo delle forze della natura e quindi principali fonti di potere magico (per maggiori info vi rimando alla sezione “enciclopedia magica” contenuta all’interno del Volume Unico).

Conclusioni

Insomma, per tirare le fila (e le somme), quella appena offerta è una panoramica piuttosto ampia e completa (almeno per i limiti del sottoscritto) riguardo il mondo in cui ho deciso di ambientare la  saga. Anche se essenzialmente ammetto di non aver inventato niente, nihil sub sole novi, riconosco, almeno nella sostanza, il merito di aver fornito spiegazioni più coerenti di quante realmente pensassi, dieci anni fa, di offrire a quanti ipoteticamente avrebbero (mai) letto qualcosa di mio.

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A.A.A. Cercasi Beta reader – Le Pietre di Talarana 3

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Comincia il reclutamento per i beta reader (in altri termini, lettori in anteprima) per Le Pietre di Talarana 3. Requisiti minimi:

-Aver letto L’Ombra e L’Erede di Talarana

Facoltativo

-Aver letto Il Corno dell’Apocalisse

I nomi di quelli che aderiranno saranno inclusi nei ringraziamenti del libro oltre a ricevere la copia ebook gratis!

Il numero non può essere elevato (non più di dieci) per problemi gestionali. Al momento ci sono già sei prenotazioni, fatevi avanti!

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Costruire un personaggio – Terza puntata – Il mestiere complicato del maestro

Come anticipato alla fine dello scorso articolo, stavolta parlerò di come è nato e si è sviluppato il personaggio di Dovan, maestro di Greg, super mago (qualcuno in passato l’ha definito così, se non erro) ed essere umano particolarmente incline a farsi coinvolgere in piani complessi.

Non nascondo che il sottoscritto è piuttosto affezionato a questo personaggio (attenzione, ciò non significa che sia il mio personaggio preferito o quello nel quale io mi identifichi ndr.), forse perché, più di altri, è capace di mettersi in gioco, fallire e rialzarsi.

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Uno dei rari disegni di Dovan. A fianco, Greg, in basso Andrew. Lo ammetto, la veste non è proprio il massimo della comodità.

Quando si affronta il tema del mentore si entra in un ginepraio non indifferente, articolato nei seguenti punti:

– Il cliché del mentore.

Lo so, non ci si può far niente, da Merlino ad Alec Guinnes è sempre la solita solfa. Il mentore saggio, paterno, stimato che concorre all’educazione dell’eroe della storia. Doveroso, da parte mia, ammettere che a sedici anni non ero assolutamente in grado di concepire perfettamente come dovesse comportarsi un maestro. Diciamo che in questo l’esperienza scolastica non mi è stata affatto d’aiuto.

Alec Guinnes

Alec Guines/Obi Wan con la nota espressione preoccupata

– Le cose non dette.

J.K. Rowling insegna che non sempre sia semplice per un maestro raccontare al pargolo tutta la verità e nient’altro che la verità. La preparazione adeguata del prescelto può variare ma la reazione è sempre la stessa, da ambo le parti. Con una certa baldanza devo aggiungere che la madre di Harry Potter mi ha creato non pochi problemi e che io sia stato costretto in più di un’occasione a modificare la storia di Dovan proprio sulla base di alcune idee da lei utilizzate.

"Harry, devo dirti una cosa…"

“Harry, devo dirti una cosa…”

– Il senso dell’umorismo.

Trovo che ogni maestro abbia in sé un piccolo essere sadico che li spinge a usare immani dosi di ironia, più o meno velata. Dovan non fa eccezione.

Merlino

L’impagabile umorismo di Merlino

Il Personaggio

Quando ho deciso di inserire questa figura cardine ho pensato, nel mio piccolo, di apportare piccole modifiche alla sostanza. Andiamo con ordine:

Venerabile Mago.

Idea scartata, avevo bisogno di un mago guerriero di prima categoria, uno in grado di tener testa a un esercito (o quasi) e che avesse un certo fascino. In questo ammetto che molto ha influito un particolare avvenimento presente nel corpus arturiano, quello dell’incontro tra Merlino e Viviana. Per chi non conoscesse questo evento, basti sapere che l’arzillo vecchietto si trasformò in un giovane per sedurre la bella fanciulla. Lei rimase così sbalordita dalle arti del mago che, anche una volta scoperto il trucco, vide bene di tenerselo stretto. Secondario è che, dopo essersi fatta insegnare ogni incantesimo, lei abbia pensato bene di rinchiudere il mago in una torre invisibile fatta d’aria. Dettagli. Per il personaggio di Dovan ho deciso quindi di sfruttare la leggenda sul celebre mago e riadattarla.

– I capelli bianchi.

Ammetto che inizialmente l’idea dei capelli bianchi era rimasta più che altro per favorire l’associazione di idee. In seguito (per questo si veda la fine di L’Erede di Talarana) la condizione dei capelli bianchi (condivisa anche con Samarlec) divenne il tratto distintivo di ogni mago di una certa caratura. Nel concept del personaggio, l’acconciatura da mago dovrebbe essere costituita da dreadlock (sì, come i rastafariani) solo che non sono riuscito a trovare un termine che meglio li potesse esprimere nel contesto fantasy. Quindi adesso sapete cosa sono le famose “trecce” che i due maghi condividono.

– Le origini. Questione spinosa.

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Il mago ha cambiato almeno tre o quattro volte i rapporti di parentela. Il passato del mentore non è mai una cosa semplice da trattare. Di solito si dividono in due categorie: quelli che nascondono scheletri nell’armadio e quelli con un’esistenza idilliaca alle spalle. Dovan per un bel po’ ha saltellato in entrambe le zone. All’inizio doveva essere figlio di un mago e della figlia di un alto dignitario selthoniano (idea usata poi per un altro personaggio). Una volta entrato a corte sarebbe stato ostracizzato per motivi non del tutto precisati. Scartata perché banale. La versione successiva prevedeva che fosse sempre membro della corte, con un certo peso politico, tanto da essere considerato un diplomatico. Scartata perché avrebbe complicato, e non poco, i già tesi rapporti con la Cancelleria imperiale. La penultima lo vede come figlio del re di Selthon (nella prima stesura, datata 2004, l’impero non esisteva ancora) e sostanzialmente diviene il figlio rinnegato. Scartata perché la differenza di età in questo caso non era tale da poter rendere la cosa fattibile. In più, se avessi scelto questa opzione, avrei dovuto rinunciare a molte idee che all’epoca mi stavano venendo sul suo rapporto con il rivale Samarlec. La versione definitiva (spero che abbiate tutti letto L’Erede, sennò tappatevi gli occhi e andate avanti), è esattamente quella attuale.

– L’infallibilità.

Dovan è tutt’altro che infallibile. Non è certo il più sprovveduto ma non è sicuramente il maestro che sarebbe lecito aspettarsi. Esiste un momento esatto e piuttosto netto, nel quale Dovan decade dalla figura di maestro (agli occhi di Greg, perlomeno), liberandosi, almeno in parte, di una responsabilità non da poco. Forse il titolo di guida o consigliere sarebbe molto più appropriato.

– L’umanità.

Insieme a Mark è forse uno dei personaggi più umani (inteso come riflesso dell’umana natura) presente nella saga. Ha un passato che lo tormenta, del quale non sempre riesce a parlare e la sua missione lo ha portato a fare scelte disastrose per la sua vita privata. Insomma è un personaggio che ha sofferto, che ha cercato di andare avanti, senza per questo mai dimenticare, ha guardato e sperato in un futuro migliore. In questo, credo che ognuno di noi ne sappia qualcosa.

– La persistenza. Altrimenti nota come “longevità del personaggio”.

Dovan è quello che tra i personaggi ha rischiato più volte di sparire dalla serie in maniera definitiva (leggasi, morte) e non va inteso come “ha rischiato di essere sopraffatto” ma più che altro come “l’autore ha cercato di sopprimerlo”. Esempi di questo sono rintracciabili ne la prima metà de L’Ombra del Tiranno, nello scontro nel Leviros contro Samarlec e nella battaglia delle isole Koronne. La sparizione del mentore di solito rappresenta un momento di passaggio simbolico nel percorso di crescita del protagonista/apprendista che sopraggiunge di solito quando il suo livello di conoscenza si equipara a quello del maestro, tanto da rendere quest’ultimo un personaggio superfluo. Certo, la presenza in un certo modo resta (Star Wars ne da una prova molto significativa) e continua a incidere nella vita del protagonista sebbene non con le stesse modalità di prima. Dal momento che la morte del maestro (che fa tanto decapitazione della metafisica…) si verifica nel 90% del fantasy ho deciso di interrompere questo fastidioso cliché e ho messo da parte (per il momento) i propositi di morte. Quello che fondamentalmente è stato d’aiuto nel salvarlo è stata la sua capacità di adattarsi, il suo essere un po’ camaleontico, che fa di lui un personaggio largamente adattabile.

Conclusioni

Come intuibile la lunga retrospettiva su Dovan si esaurisce qui. Ci sarebbe altro da dire ma costituirebbe probabilmente motivo di spoiler per i prossimi romanzi. Nel dubbio, meglio tacere. Il prossimo personaggio sarà…il mondo della serie. Se pensavate che costruire un personaggio fosse complesso, figuriamoci un mondo intero.

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Costruire un personaggio – Seconda puntata – I Pari che non vedrete mai

Visto il successo della prima puntata ho deciso di proseguire con la serie di articoli riguardo il background dei miei primi dieci anni di attività letteraria.

In questa puntata vi svelerò i Pari che, per un motivo o per un altro, non sono diventati poi parte dei Nove.

Correva sempre l’anno 2000qualcosa, gli anni rampanti del fantasy, ero piuttosto fresco della lettura di Tolkien e della visione della trilogia di Jackson. Gli spettri dell’anello erano davvero una buona idea ma, personalmente, non rientravano nella mia idea di “nemici”. Volevo molti antagonisti che avessero carattere, spessore, insomma che si allontanassero dagli stereotipi. Avevo iniziato a scrivere da qualche tempo e, al momento, i Pari non avevo neanche idea di cosa fossero. Anzi, se devo essere sincero, all’inizio dovevano esserci solo Lilith e Astaroth. Solo successivamente crebbe in me l’idea di una sorta di corte, un assembramento infernale di individui letali e pericolosi che potessero, con le loro diversità, rappresentare le numerose varianti del concetto di “male”.Risalgono sempre allo stesso periodo i miei studi sulla Cabala ebraica e il mio avvicinamento a testi e saggi sull’argomento stregoneria e demonologia che, a loro modo, hanno contribuito a influenzare la creazione di alcuni personaggi. Sarebbe riduttivo, da parte mia, dire che mi sono ispirato alla sola tradizione esoterica. Di fatto, direi una bugia bella e buona.

Come già accennato nella prima puntata, Minstrael deve parte del suo concept al Pifferaio di Hamelin, al quale sono state aggiunte caratteristiche demoniache per accentuare quelle non del tutto esplicitate dalla leggenda. Così allo stesso modo Argo rappresenta una reinterpretazione dell’Argo Mitologico. Il bacino di ispirazione, con un certo senso della retrospettiva, è molto più ampio di quanto io stesso riesca, talvolta, a considerare. Non sempre però i personaggi si rivelano adatti a una storia e in qualche occasione alcuni tratti o caratteristiche sono stati scartati o modificati in corso d’opera. Alcuni tra i Pari, nonostante in un primo momento dovessero comparire (e in certi casi avere anche un discreto peso nell’economia della saga) sono stati eliminati, modificati e riassorbiti da altri.

Abalam

In un primo momento sarebbe dovuto essere un Pari di alto rilievo, tanto da essere equiparabile con Lilith o con Mefistofel. Un’altra versione lo vede come “Primo tra i Pari” addirittura precedente alla comparsa di Behelstedor: questa versione è rintracciabile in una strofa tagliata dal Canto iniziale. Non veniva citato esplicitamente per nome ma era diretta a lui.

Un Servo Fedele divenne l’araldo,

Da quel giorno il suo spirito divenne più saldo.

Il Primo Signore non lo risparmiò,

Un nuovo padrone a sé lo portò.

La sua storia era stata appena abbozzata e non si è spinta molto oltre a un breve concept. Il nome Abalam è stato successivamente utilizzato come nome dell’impero originario retto da Behelstedor e da Lilith.

Gargantua e Pentagruele  

Chi di voi ha masticato un po’ di letteratura conoscerà senza dubbio questi due personaggi comparsi nelle opere di Rabelais , rispettivamente padre e figlio. Entrambi giganteschi e con un appetito infinito (pentagruelico ndr) erano stati per me una vera e propria rivelazione ai tempi del liceo, questo soprattutto grazie ad alcune rappresentazioni di Gustave Doré. Di per sé l’idea era molto accattivante ma presentava un problema non da poco: i Pari sono esseri unici e irripetibili (non si nasce Pari, lo si diventa) e tendenzialmente immortali (anche se sarebbe più corretto dire che sono solo molto difficili da abbattere). La sola idea che uno di essi abbia la possibilità di generare uno o più discendenti aprirebbe non poche controversie legate all’equilibrio di poteri dei domini sotterranei. Un esercito costituito da Pari (o anche solo mezzi Pari), se da un lato potrebbe sembrare una potenza invincibile, dall’altro finirebbe per rivolgersi contro sé stessa. Scartai quindi (un po’ a malincuore, lo ammetto) l’idea. Al loro posto, sempre decidendo di optare per la trasposizione di un personaggio letterario, optai per Shakespeare e scelsi di inserire Calibano, divenuto poi Kaliban, perfetto riflesso della natura selvaggia e incontrollabile del draghiere demoniaco.

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Illustration of Pantagruel for the Fourth Book in the Pantagruel and Gargantua series by François Rabelais, published in Oeuvres de Rabelais (Paris: Garnier Freres, 1873),vol. 2, Book IV, ch. XXXV, opposite title page in the book.

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Illustration of the Prologue that appears in book 1 of Gargantua and Pantagruel by François Rabelais published in The Works of Rabelais, translated by Sir Thomas Urquhart of Cromarty and Peter Antony Motteux. Published in 1894.

 Tifone

Vista la mia passione (nemmeno tanto segreta) per la mitologia greca, avevo deciso di proseguire sulla scia già intrapresa con Argo per caratterizzare un altro dei Pari, scegliendo come ispirazione il Titano Tifone. La scelta era piuttosto affascinante e ispirata ma durò poco(esistono pochi e confusi disegni in proposito, l’unico dei quali rappresentava un vago essere alato) e questo Pari fu poi scartato per lasciare spazio a un altro personaggio dotato di ali, Hyperion. Il rischio era rappresentato da inserire due personaggi potenzialmente molto simili e, vagliati gli aspetti positivi e negativi di entrambi, il titano ha finito per essere accantonato.

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Tifone – Le Pietre di Talarana – All Rights reserved

 

Conclusioni

Sono molto affezionato ai Pari attualmente esistenti e, tutto sommato, non mi pento di aver operato queste scelte. In più di un’occasione mi sono chiesto se non fosse stato opportuno aggiungere un altro Pari dalle sembianze femminili, a tal proposito è stata inserita Ekates che, nella funzione di “figlia di Lilith” assolve in parte questa funzione, mantenendo però un profilo piuttosto basso. Banalmente, anche questa scelta di non inserire un altro personaggio femminile “forte” tra gli antagonisti è più che altro dovuta all’ingombrante presenza della Reggente e alla sua totale predominanza su ogni altro personaggio. Lilith è un personaggio così gigantesco ed egocentrico che necessita di avere un certo isolamento, un senso di distacco che la renda lontana da ogni altro presente nella serie. Magari, in futuro, dedicherò un intero articolo alla sua costruzione.

Anticipazioni

Nel corso dei primi due articoli mi sono dedicato ai Pari e al processo che negli anni mi ha portato alla loro caratterizzazione. Questa scelta è in parte almeno dovuta al fatto che alcuni di loro sono tra i personaggi meglio riusciti della serie. Il prossimo articolo riguarderà invece uno dei protagonisti più complessi e controversi della saga, quello che ha rischiato di tirare le cuoia in più di un’occasione (e si è sempre salvato) e sul quale, dopo Greg, ci sarebbe di più da parlare.

Nella prossima puntata, Il mestiere complicato del maestro. Indovinate di chi parlerò?

Il vostro affezionato

AHD

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Costruire un personaggio – Prima puntata – Minstrael

Questo è il primo di una serie di articoli che approfondiranno i retroscena su alcuni personaggi. Non si tratterà di anticipazioni o spoiler, piuttosto saranno incentrati sulla genesi e sui trascorsi di alcuni dei personaggi principali. La decisione di iniziare con Minstrael è piuttosto simbolica. Buona lettura

Delle melodie silvestri fu Minstrael allievo

Ma nel suo canto certo non troverai sollievo,

Illusioni e magie esso può generare,

Su presto, sii svelto, non farti incantare!

Le Pietre di Talarana – L’Ombra del Tiranno

La Genesi 

La genesi di Minstrael è stata per me una scelta molto importante. Correva l’anno 2000qualcosa, stavo decidendo i nomi dei Pari e le loro funzioni all’interno della trama. Per loro stessa definizione, i Pari sono personaggi molto complessi, animati da istinti, pulsioni e fini che non sempre coincidono con quella che dovrebbe essere la loro missione. Non esiste una reale gerarchia tra loro, sebbene esistano dei rapporti di forza e potere creati nel corso degli anni, tali da far sì che alcuni siano più comunemente presenti nella storia, al contrario di altri rimasti ancora nell’ombra. Per contrastare quello che sembrava definitivamente tratteggiarsi come un mondo brutale fatto di adulti senza scrupoli, ho deciso di inserire un personaggio “bambino” che tendesse a rivelarsi peggiore (per autodifesa o per innata attitudine) di quegli stessi adulti.

Tornando a Minstrael, il personaggio ha passato molte diverse fasi:

– Il concept iniziale del personaggio prevedeva che fossero solo un paio di mani legate ad un flauto. Esse si sarebbero dovute muovere da sole, facendo del personaggio una presenza piuttosto indecifrabile e non del tutto semplice da rappresentare. Decisi di scartare questa ipotesi molto presto poiché troppo limitante in termini di narrazione. Francamente sono felice di questa scelta poiché non avrei potuto in alcun modo creare le situazioni e gli scontri con il Pari che in più di un’occasione è stato al suo fianco, Lord Astaroth.

Minstrael Le Pietre di Talarana Alessandro H. Den Ebook saga fantasy l'ombra del tiranno l'erede di talarana ebook fantasy

Le Pietre di Talarana – Minstrael I su smemoranda 2004 – All Rights reserved

– Il concept successivo lo vedeva come un giovane piuttosto esile, piuttosto stilizzato e dal volto perennemente sorridente, uno spolverino consunto, cappello sformato e scarpe dalla punta arricciata. Questo passaggio è stato certamente frutto dell’influenza, nemmeno troppo velata, della storia del Pifferaio di Hamelin ma era ancora viziato dal fatto che non esistessero reali radici per il personaggio. Nel complesso, Minstrael restava per me una grossa incognita. Chi era? Perché aveva scelto di diventare un Pari?

 

Minstrael Le Pietre di Talarana Alessandro H. Den Ebook saga fantasy

Le Pietre di Talarana – Minstrael II con Argo – All Rights reserved

La più antica rappresentazione del Pifferaio di Hamelin -Market Church in Hameln/Hamelin Germany (c.1300-1633)

La più antica rappresentazione del Pifferaio di Hamelin -Market Church in Hameln/Hamelin Germany (c.1300-1633)

 

– L’ultimo e definitivo concept, quello attuale, lo vede come il figlio di un esperide, costretto dalla deformità a rifuggire il mondo. Dopo la morte della madre, il lascito del flauto e i maltrattamenti subiti dal padre, compirà azioni tremende, tali da renderlo meritevole, agli occhi dei Pari, di aggiungersi a loro, divenendo, di fatto, l’ultimo Pari ad aggiungersi alla schiera. Il cambiamento di strada e le decisioni finali sul personaggio sono state, in gran parte, necessarie a causa della scelta narrativa di ambientare la seconda parte del romanzo nel Regno di Renodia piuttosto che in quello di Naren. Nell’immagine dell’art director della saga, Camilla Ceccatelli, il definitivo look del Pari.

Minstrael

Le Pietre di Talarana Minstrael – Camilla Ceccatelli – All rights reserved

Nei romanzi

Nessuno, meglio di lui, rappresenta l’impulsività, la sfrenatezza e la mancanza di misure. Non si fa scrupoli a utilizzare gli altri o a manipolarne la mente attraverso la musica, la sua principale arma in combattimento, unita al prodigioso flauto, in grado di mutare forma per rendersi più adatto alla necessità del momento. Nonostante nel primo romanzo svolga una funzione di supporto, in cui rivela tutta la sua rabbia e immaturità (non dimentichiamo che, malgrado la lunga esistenza, si tratta di un personaggio confinato in un corpo da bambino/ragazzino, circondato da un mondo di “adulti” che nel temerlo, lo evitano) nel secondo è un personaggio piuttosto complesso e riflessivo, non più “buono” nel senso stretto del termine ma piuttosto incline alla comprensione attiva, alla sincera curiosità propria dell’infanzia.

Minstrael non compare nel romanzo breve Il Corno dell’Apocalisse, almeno non viene espressamente nominato anche se è lecito supporre che abbia partecipato alla battaglia principale della Guerra Artica.

Anticipazioni

Ammetto di avere un certo debole per questo personaggio (e per le figure complesse in generale), per questo il secondo romanzo breve della saga Memorie di Talarana gli sarà interamente dedicato. Senza entrare troppo nello specifico, il romanzo racconterà il primo incontro tra Minstrael e i suoi simili da lui rinnegati e spiegherà approfonditamente le ragioni per cui Renodia lo teme a tal punto.

L’articolo per il momento termina qui. Probabilmente esso necessiterà in futuro di alcune integrazioni, alla luce di alcuni fatti presenti nel terzo libro e soprattutto nel secondo romanzo breve. Nel prossimo articolo: “I Pari che non vedrete mai” nel quale vi svelerò alcuni concept mai visti.

A presto

Il vostro affezionato

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sul cambio di PoV

oh no! un altro cambio di PoV

Recensore di larghe vedute su una pagina qualunque di uno dei miei libri.

certo che il cambio di PoV…Non si capisce la necessità di farlo ballare così tanto

Recensore affetto dal ballo di San Vito su una pagina qualunque di uno dei miei libri.

 

Ho sempre sostenuto che il cambio di PoV rientri tra le possibili scelte narrative nella stesura di un romanzo e che quindi vada valutato nell’ottica più ampia dell’opera. L’abuso o meno non è di certo valutabile secondo un metro o secondo una scala. Tempo fa ne discutevo riguardo la possibile derivazione dal mondo cinematografico ma essendo un totale ignorante in quel campo (magari solo in quello) ed essendo parecchio pigro (ho altro da fare) non mi sono mai realmente interessato a capirne la radice.

Sarà che, personalmente, mi sono sempre chiesto cosa accadesse al di là del muro narrativo imposto dalla narrazione monopersonaggio, per questo, per esperienza personale, ho finito per trovare sempre più interessante il momento in cui ci si staccava dal protagonista per capire cosa pensassero o facessero personaggi secondari e antagonisti.

Può sembrare banale ma le parti migliori, secondo me, sono sempre quelle in cui con un certo margine di sorpresa, ci si trova a seguire le mosse degli antagonisti. Certo, qualcuno sostiene che un cattivo meno lo mostri meglio è, che esistono troppi cliché, che le storie fantasy sono scontate e banali.

Prima o poi farò una recensione al contrario, recensendo i lettori e cosa hanno (o non hanno) capito di quello che ho scritto. Sarà divertente.

Per me.

Il vostro affezionato

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Le Pietre di Talarana I-II Volume Unico

Questo doppio ebook racchiude per la prima volta in volume unico i primi due romanzi della saga Fantasy “Le Pietre di Talarana“: “L’Ombra del Tiranno” e “L’Erede di Talarana“. L’edizione è arricchita dalle illustrazioni dell’artista Camilla Ceccatelli (qui trovate la sua pagina facebook), da un’enciclopedia sulle Arti Magiche e da un’anticipazione del terzo romanzo della saga. Il libro ideale per questa estate! Presto in tutti gli store!

copertina speciale lodtledt

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